giovedì 15 maggio 2008

Rassegna Stampa: Verona e Pesaro, e la strana censura sulla Rai

Tramite la mailing-lst di Arcigay Padova ho ricevuto questo articolo sui fatti di Verona di qualche giorno fa; lo riporto anche qui, perché mi sembra piuttosto dettagliato e importante:

PER CAPIRE VERONA
di Elena Biagini

Verona, alla ribalta delle cronache per l'efferato omicidio di matrice fascista, è in questi giorni sotto il vaglio di giornalisti, sociologi, opinionisti in genere. Eppure si trascura di consultare le analisi di chi da anni denuncia il pericolo dell'estremismo nero scaligero, chi ne studia e approfondisce le articolazioni e le connivenze, cioè i vari settori dell'antagonismo antifascista: il Coordinamento laico antirazzista Cesar K e il Kollettivo Porkospino agli inizi degli anni 2000, e poi il circolo Pink, il Csoa La Chimica, i collettivi anarchici. La lotta antifascista ha in questi anni denunciato lucidamente come Verona sia divenuta una sorta di laboratorio dell'estremismo di destra.
Dagli anni Ottanta ad oggi, infatti, si è costruito e rafforzato quello che Emanuele Del Medico in All'estrema destra del padre. Tradizionalismo cattolico e destra radicale (La fiaccola 2004) definisce con chiarezza "il paradigma veronese": l'alleanza tra il filone neofascista e neonazista, quello leghista secessionista e quello integralista cattolico, alleanza coccolata da alcuni settori della destra istituzionale. A Verona, fin dal secondo dopoguerra, si era evidenziata una contiguità tra destra e gruppi tradizionalisti cattolici che oggi sono presenti nel capoluogo scaligero con molte sigle tra cui Civitas Christiana, Sacrum Imperium, Famiglia e Civiltà, Principe Eugenio, attive da ormai circa venti anni. L'ideologia di questi gruppi è abbastanza omogenea: si richiamano ad una "ortodossia" cattolica preconciliare, di colore lefreviano, che li ha portati a non abbandonare mai la messa in latino, celebrata settimanalmente nella chiesetta di Santa Toscana, anche quando questo non era più previsto nel rito cattolico e, spesso, anche contro il volere della curia. Lo scorso anno Ratzinger, con il Motu proprio Summorum pontificum , a quarantacinque anni dal Concilio Vaticano II che aveva cancellato la messa in latino di Pio V, la cui celebrazione era in vigore da quattro secoli, ha riammesso il rito tridentino. Per l'occas0ione la stampa ha molto parlato di un possibile riavvicinamento alla chiesa cattolica dei seguaci dell'ormai defunto Marcel Lefèbvre, che proprio in opposizione alla cancellazione del rito di Pio V aveva spinto il conflitto con Roma fino alla scomunica e allo scisma, meno ha parlato del rafforzamento politico che ha rappresentato per le piccole "avanguardie nere" in seno alla chiesa, veronesi in testa.
Sinti, migranti, omosessuali sono i capi espiatori condivisi da tradizionalisti, leghisti, neofascisti, anzi l'opposizione alle libertà di gay, lesbiche e trans per molti anni ha costituito non solo l'idolo polemico degli integralisti scaligeri ma anche il trait d'union più visibile con le altre destre. Nel 2001, Palmarino Zoccadelli, presidente di Famiglia e Civiltà - e al tempo sindacalista Cisl -partecipa alla manifestazione indetta da Forza Nuova contro il pride cittadino e dal palco sottolinea l'importanza che i due gruppi si uniscano per «contrastare queste manifestazioni».
Più in generale i gruppi tradizionalisti proclamano parole d'ordine antimoderniste, antiegualitariste, agguerrite contro il relativismo, il femminismo, il "meticciamento" etnico, quindi l'immigrazione, islamica in particolare, costruendo confluenze sempre più forti anche con la Lega Nord che dall'inizio degli anni 90, passa dalla tutela, un po' folkloristica delle minoranze regionali, alla «rivendicazione di un primato comunitario che si chiude sempre più verso l'esterno, assumendo i dettami ideologici del "differenzialismo"» (Caldiron, La destra plurale ). Parole d'ordine "antimondialiste" vengono così assunte all'unisono da tradizionalisti, leghisti e, ovviamente, dalle destre neofasciste. Si inizia a costruire il mito identitario dell'Occidente cristiano contro l'"invasione musulmana". Alla fine degli anni 90 la Padania dà spazio al teorico della nuova destra francese Alain de Benoist, fautore di un razzismo differenzialista che «ha la sua traduzione becera nello slogan di Bossi "Ognuno padrone a casa sua"».
Come scrive Del Medico, le organizzazioni tradizionaliste «possono venir definite aggregazioni "TPF assimilabili"», cioè vicine politicamente, se non addirittura legate, secondo un'ipotesi non confermata dalle stesse, alla "teologia della proprietà", cioè al movimento di estrema destra "Tradizione Famiglia e Proprietà" che, fondato da Correa de Oliveira negli anni 60 in Brasile e poi diffusosi in altri paesi, tenta di instaurare la "controrivoluzione" antimodernista attraverso violente campagne di controinformazione e la creazione di disordini politici e sociali. Tradizione Famiglia e Proprietà basa la propria azione politica sui principi chiariti dal suo guru in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione (1959): restaurazione dei valori e della civiltà cristiani, tra i quali in particolare il principio di autorità contro l'ugualitarismo, considerato prodotto dell'orgoglio umano, mentre le disuguaglianze sono «giuste e conformi all'ordine dell'universo». Nel 2004 Roberto De Mattei, storico dirigente di Alleanza Cattolica, organizzazione che si definisce "consorella" di Tradizione Famiglia e Proeprietà e fondatore del Centro Lepanto, alter ego romano delle organizzazioni veronesi, viene nominato da Gianfranco Fini commissario del Cnr e poi vice-presidente.
Con la giunta Sironi (Alleanza nazionale, Lega, Forza Italia, Ccd), nel 1994, vengono eletti insieme all'attuale sindaco Tosi allora al primo mandato, quattro consiglieri filo-tradizionalisti che iniziano il processo di legittimazione istituzionale dei gruppi integralisti che, nel 1997, hanno i primi finanziamenti pubblici, attraverso la Consulta comunale della famiglia, proprio per l'attuazione della quale si era aperto a Verona un violento dibattito che aveva portato nel luglio 1995 all'approvazione di una "mozione sulla famiglia" volta a respingere la risoluzione del Parlamento europeo per la parità di trattamento delle persone ad orientamento omosessuale: l'omosessualità è "contro natura", sanciva il Consiglio comunale veronese.
Negli undici anni che ci separano dal 1997, le istituzioni veronesi hanno continuato a legittimare e fiancheggiare le organizzazioni e gli eventi che si richiamano alla tradizione (bianca e cattolica) e che diffondono propaganda violenta appoggiandosi al ventre molle dell'opulenza veneta: lotta all'immigrazione, al "vizio" omosessuale, ai comunisti. Momento fondante di questa alleanza tradizionalista è la celebrazione delle Pasque Veronesi, promossa dai gruppi neri, verdi e integralisti, che ricorda la sommossa antigiacobina che, nel 1797, accolse le truppe napoleoniche al grido di «Viva San Marco». Le Pasque Veronesi, istituite nel 1997, celebrano, nell'intento di chi le organizza, la difesa dell'identità cattolica contro l'ateismo, il razionalismo e l'illuminismo. Una rappresentazione in costume, con servizio d'ordine più o meno visibile di camice verdi e nere, teste rasate e denari pubblici.
Come denari pubblici sono stati investiti, per citare solo casi eclatanti, nella messa riparatrice anti world pride del 2000, inserita nella manifestazione "Difendiamo i valori della nostra tradizione" che ricevette, tra gli altri, il patrocinio da parte dell'allora segretario provinciale della Lega, oggi supersindaco da 61% al primo turno, Flavio Tosi; come è stata finanziata dal Comune la fiera dell'editoria nera nel 2002, dove, accanto a case editrici quali AR di Franco Freda o Akropolis, si trovano quelle dell'oltranzismo cattolico. Soldi pubblici hanno contribuito anche all'organizzazione del convegno che, nel 2001, si prefiggeva l'obiettivo di colpire la "magistratura rossa" di Guido Papalia, rea dell'utilizzo della legge Mancino, convegno che ottenne il patrocinio della giunta regionale di Galan grazie all'interessamento di Miglioranzi, ex Fronte Veneto Skinheads, leader di Fiamma Tricolore, componente della banda nazirock Gesta Bellica, oggi capogruppo della lista Tosi in consiglio comunale.
L'estremismo fascista diffuso e attivo sul territorio veronese, come abbiamo purtroppo visto in questi giorni, ha connotazioni precise, costruite con la convergenza dell'integralismo cattolico, di settori della Lega e delle più recenti Fiamma Tricolore e Forza Nuova. Il tentativo di questa convergenza, pesantemente presente nelle istituzioni, è quello di instaurare un nuovo e utopico ordine sociale bianco, eterosessuale, cattolico, per il quale le diversità sono ritenute "pericolose"; intanto i "diversi" qualcuno, nel lindo centro cittadino, li spranga.
Queste presenze sul territorio veronese, diffuse e legittimate, hanno costruito un clima in cui la denigrazione e l'aggressione verbale di ogni diversità, la violenza, la sopraffazione sono divenute normali, il fascismo, organizzato o anche solo agito, è divenuto normale, le "ronde" violente anche, almeno fin quando è stato barbaramente ucciso un ragazzo.

E a seguire una notizia taciuta (ovviamente) dai telegiornali ma riportata dal Corriere della Sera di oggi:
PESARO -- Non accettava che la figlia sedicenne si fosse innamorata di una ragazza di 18 anni, e, al culmine di un litigio, le ha sferrato una coltellata all'addome con un coltello da cucina, per fortuna colpendo la fibbia della cintura che la figlia indossava. Il fatto è accaduto nel circondario di Pesaro, in una famiglia come tante: padre contabile in un'azienda, madre casalinga, e tre figli studenti. La sedicenne aveva confessato ai suoi di nutrire una passione amorosa per una giovane conosciuta da poco. Padre e madre erano rimasti choccati dalla rivelazione, e avevano tentato in tutti i modi di fare in modo che la figlia troncasse la relazione. Qualche giorno fa (ma la notizia è stata resa nota solo oggi), all'ora di pranzo, l'ennesima discussione fra madre e figlia. In preda ad una sorta di raptus la donna ha afferrato una lama e si è scagliata contro la ragazza, che solo per un caso non è rimasta ferita. Il padre si trovava in un'altra stanza e a chiamare il 113 è stata la sedicenne: «Venite - ha gridato all'operatore - mia madre sta andando fuori di testa...mi vuole ammazzare». Una 'volante' è accorsa sul posto, e a conclusione delle indagini, coordinate dal dirigente della Squadra mobile Andrea Massimo Zeloni, per la madre è scattata una denuncia per tentate lesioni aggravate. Della vicenda sono stati informati sia la procura della Repubblica di Pesaro sia la procura dei minori di Ancona. La polizia ha poi spiegato che i tre figli della casalinga e dell'impiegato avevano avuto qualche problema di rapporti con i genitori, e che la loro situazione era già monitorata dai Servizi sociali.

E per chiudere, riporto quello che ha scritto oggi sul suo blog Antonio di Pietro riguardo alla censura velocissima operata ai danni di AnnoZero e Travaglio, mentre assassini del giornalismo come Facci e Belpietro sono ancora indisturbati a raccontare cazzate (l'ultima ieri mattina, a R101 Belpietro ha avuto il coraggio di dire che non esiste nessuna prova dei danni provocati dalle emissioni elettromagnetiche, roba che nemmeno uno studente di prima superiore potrebbe dire senza beccarsi qualche insulto):

Contro Travaglio ed Anno Zero si manovra per non disturbare il manovratore. L’istruttoria avviata dall’ Agcom quanto mai tempestiva è solo l’ultimo tentativo per fermare chi ha ancora il coraggio di raccontare i fatti anche se sgraditi alla casta dei politici. Insomma verrebbe da dire: colpirne uno per addormentare la coscienza critica di cento.

Ancora non è chiaro quali sarebbero i capi d’imputazione per Travaglio visto che ha solo raccontato fatti già noti e per i quali non si era levata alcuna indignazione. Episodi su cui molti cittadini, grazie all’informazione che hanno ricevuto, possono ora farsi un’opinione e giudicare liberamente.

L’Autority delle comunicazioni farebbe bene a spiegare come mai solo in questa occasione ha così prontamente e mirabilmente vigilato, mentre in tante altre occasioni è parsa “disattenta” tanto che a vigilare ci hanno dovuto pensare altri.

Alla prossima.

giovedì 8 maggio 2008

Stagioni

Inauguriamo anche il mese di maggio di questo piccolo spazio dedicato al cazzeggio... contrariamente alle promesse fatte, non ho fotografie da mettere del ponte del 25 aprile passato con Diego, o meglio le avrei ma ci tiene a conservare almeno sul web una certa privacy sul suo paesello. Però vi assicuro che la valle del Tramazzo è davvero piena zeppa di angoli bellissimi, perfetta per passare qualche giorno in mezzo alla natura senza allontanarsi troppo dalla civiltà.

Novità in vista tra qualche mese, la ditta in cui lavoro sta progettando di aprire uno stabilimento in Canada e affidare a me il compito di supervisore, quindi se tutto il progetto andrà in porto potrei iniziare il 2009 a Montreal anziché in Italia. Onestamente non potrei chiedere di meglio, è vero che trasferirmi porta anche una buona dose di paure, a partire dalla lingua e dalla cultura piuttosto diverse, ma in fondo è una sfida che merita di essere raccolta... e poi beh, in Canada anche i gay possono sposarsi, sicuramente avrei molti diritti civili in più di quelli ottenibili qui in Italia :p Penso e spero che Diego vorrà seguirmi in questa avventura, lui potrebbe frequentare l'università lì come a quanto sembra fanno in parecchi... in fondo, l'inglese già lo conosce, e a Montreal la comunità italiana è parecchio numerosa (ci sono, in tutto il Canada, ben 10 quotidiani in lingua italiana, giusto per dare l'idea), quindi anche ambientarsi non dovrebbe essere così difficile. Vedremo come andranno le cose, siamo ancora allo stadio informativo...

Dopo un po' di tempo riprendo l'abitudine di inserire una canzone alla fine dei miei post; stavolta tocca ad una canzone che fa parte del musical "Rent", ovvero "Stagioni d'amore" (ma su Youtube con "Seasons of love" trovate anche tutte le altre versioni possibili). Se non la conoscevate, vi regalo un altro piccolo gioiello:



Non è in minuti o secondi, in ore o momenti
che tu potrai misurare un anno cosi
In ore giorni o minuti il tempo non conta
Come misuri tanta nostalgia?
In albe, tramonti, in notti di caffeina
in liti, risate cose che fai...ma
tu non potrai misurare un anno di vita...sai
non c'è tempo e lo capirai
Solo l'a...more Solo l'a...more
Solo l'a...more può misurar
Stagioni d'amore
Stagioni d'amore
Non puoi scandire i rintocchi delle emozioni
E misurare un momento nella fantasia
In ore, giorni, minuti il tempo non conta Come potrai misurare che cosa siamo noi
Nei sogni di lei e nei pianti di lui
Nei mille chissà
E di che ne sarà
E questo è il momento per cantare insieme a noi e
Celebrare un anno di vita con gli amici tuoi
Pensa in a...more pensa in a...more
pensa in a...more pensa in amor..
Stagioni d'amore
Stagioni d'amore...

mercoledì 23 aprile 2008

V(acanza)2 DAY

Il titolo di oggi è volutamente un po' ambiguo... smaltito lo shock per il ritorno al potere del nano con manie di vittimismo, la vita è comunque continuata come sempre, tra incertezze lavorative e piccoli ostacoli da superare.
Adesso c'è qualche giorno di vacanza, complice la festa della Liberazione, e dato che sia sua mamma che sua nonna sono ricoverate in ospedale ne approfitto per traslocare a casa del mio ragazzo per stargli un po' più vicino e per dargli una mano anche nelle faccende domestiche (lo so, sono un ragazzo da sposare, ma se nessuno l'ha fatto ci sarà pure un motivo... o son coglioni loro o io ho qualcosa che non va).
Ma il 25 aprile è anche il giorno del secondo V-Day organizzato da Beppe Grillo, che io probabilmente seguirò in televisione dato che Torino è davvero troppo lontana e per Bologna non ci siamo organizzati per nulla. Quindi approfitto di questo post sia per augurare a tutti un buon "ponte", sia per postare quanto scrive proprio oggi Grillo a proposito del V-Day. Ci rileggiamo la settimana prossima, magari una volta tanto mi ricorderò di fare qualche foto così ve la posto, ma non prometto nulla...

Marco
Travaglio, il mio ministro della Giustizia preferito, sarà sul palco del V2-day in piazza San Carlo a Torino il 25 aprile.
Un Paese senza memoria è destinato a ripetere i propri errori. Ma un Paese che vive di menzogne è destinato a non conoscere neppure i propri errori. L'Italia è sommersa dalle menzogne e non ha più memoria. L'informazione di regime è il virus che l'ha ridotta così. Il 25 aprile prendete la pillola rossa e firmate i referendum. In tutte le piazze d'Italia. V2-day. Libera informazione in libero Stato.

"Caro Beppe,
prim’ancora che avvenga il V2-Day per un’informazione libera ha già sortito due risultati prodigiosi. Il primo è far riscoprire i valori della Resistenza e della Costituzione al Pd, che ultimamente era piuttosto tiepidino in materia, al punto da voler continuamente riformare la Costituzione con tre forze estranee alla Costituente: il Cainano, la Lega e i post (?) fascisti di An. E’ semplicemente strepitoso lo slancio con cui, all’annuncio del V2-Day a Torino, i vertici del Pd torinese hanno subito organizzato una manifestazione di piazza come non se ne vedevano da anni per il 25 Aprile.
Mi ha commosso in particolare l’attivismo resistenziale di uno dei dirigenti locali degli ex-Ds, Stefano Esposito, noto alle cronache torinesi soprattutto per essersi occupato di sale bingo. Mi auguro che venerdì, in piazza San Carlo, riusciremo a collegarci idealmente all’altra piazza, spiegando che il V2-Day è la naturale prosecuzione delle battaglie in difesa della Costituzione. Che contempla, fra l’altro, l’articolo 21, quello sulla libertà d’informazione, il più calpestato in questi anni da destra e anche in parte da sinistra insieme all’articolo 3 (“Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di razza, religione” eccetera).
Come sai, dei tre referendum per i quali raccoglieremo le firme mi appassiona soprattutto il terzo, che ritengo decisivo in un Paese ancora in gran parte “televisivo”. Se davvero riusciremo - insieme all’abolizione di un ente inutile come l’Ordine dei giornalisti e al disboscamento della jungla di finanziamenti pubblici a giornali finti di partiti veri, a giornali veri di partiti finti, a giornali finti di partiti finti – a radere al suolo la legge Gasparri e le altre che l’hanno preceduta, tutte dettate o scritte direttamente dal Cainano a proprio uso e consumo, faremo saltare il tappo più grosso che imprigiona la democrazia italiana. Lo dico perché penso che questo V-Day riuscirà in pieno solo se non passerà alle cronache come la giornata del vaffanculo ai giornalisti, ma come la fine del regime televisivo che opprime e sfigura l’Italia dagli anni 80. Ancora 15 anni fa, il Cainano avrebbe perso sonoramente le elezioni, se avesse detto ai suoli elettori “Di Pietro mi fa orrore” e “Mangano è un eroe”. Infatti nel ’94 vinse inneggiando a Di Pietro, a Falcone e a Borsellino. Il 13 aprile, invece, dopo 15 anni di bombardamento a reti unificate, ha stravinto beatificando Mangano e maledicendo la magistratura.
Il V2-Day, almeno per come lo vedo e lo auspico io, dovrà rimuovere il macigno “di sistema” che blocca la libertà d’informazione. E dovrà dare la sveglia ai giornalisti, perché riscoprano i valori profondi della propria missione: per esempio, il dovere di dare tutte le notizie. Perché il problema in Italia sono anche i politici, gli editori e certi direttori. Ma soprattutto il problema sono i giornalisti, che spesso si autocensurano prim’ancora che qualcuno li censuri. Come diceva Leo Longanesi: “In Italia non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi”. Aiutiamoli, aiutiamoci a esserlo tutti dal 25 aprile in poi." Marco Travaglio

lunedì 14 aprile 2008

Complimenti Italia!

Ancora una volta il destino, che sa essere a volte beffardo e a volte magnanimo, ti ha dato la possibilità di decidere chi dovesse governarti. Certo, stavolta la scelta era forse minore del passato, ma comunque ce l'avevi.
Hai scelto di essere governata da un vecchio arteriosclerotico piduista amico dei mafiosi che ha fatto eleggere un mafioso in parlamento, alleata a una branca di vipere che sfruttano l'ignoranza della gente per andare al potere urlando cazzate su cazzate su quanto sia importante e potente quella fogna di arretratezza e vizio che è il Nord.
Brava Italia, spero tu sprofondi nella merda fino a sentirne il sapore forte in bocca, allora forse imparerai a non farti prendere per il culo... anche se temo, ahimé, che alla fine il sapore della merda ti piaccia così tanto da volerci affogare.

giovedì 10 aprile 2008

A little bit of cazzi miei

Lo so, mancano solo tre giorni alle elezioni politiche e logica vorrebbe che dedicassi almeno un post a questo argomento, ma se considerate che i vari politici mi avevano già pienato le palle un mese fa, figuratevi adesso a che punto di noia posso essere arrivato.
Quindi vi regalo un post dedicato a cose mie, che chi è curioso della mia vita potrà gustarsi e chi cerca cose serie potrà saltare a piè pari senza alcun rimorso.
Partiamo dal lavoro: la situazione è sempre la stessa da vari mesi, sono ancora a part-time pomeridiano e confesso che la cosa inizia un po' a stancarmi. Ogni tanto c'è qualche picco di lavoro che mi fa lavorare anche di mattina, ma dieci-quindici giorni al mese non sono la stessa cosa di un mese intero, e a 32 anni non si può andare avanti per molto lavorando con un part-time. Spero che le cose migliorino, altrimenti dopo l'estate dovrò tornare di nuovo sul mercato e sperare che mi vada di lusso come mi è andata finora.
L'aMMore è l'unica cosa stabile degli ultimi 14 mesi, e una volta tanto è bene che sia così. I problemi personali purtroppo non mancano per me come non mancano per Diego, ma anziché allontanarci contribuiscono a farci stare ancora più uniti e rafforzano i progetti che abbiamo fatto via via. Non sono ancora così ottimista da parlare di amore per la vita, perché l'ultima legnata di due anni fa è stata talmente grossa che ancora un po' fa effetto, ma nemmeno così pessimista dall'aver paura di essere lasciato da un giorno all'altro come successo finora. E' un po' la politica dei piccoli passi :)
Sul versante amicizie e conoscenze mi ha fatto piacere ritrovare casualmente leggendo il giornale uno dei bambini che quando ero volontario alla Misericordia di Monsummano accompagnavo con il pulmino ai campi estivi organizzati dalla USL... ovviamente dato che con il pulmino li accompagnavo nel 1998-1999 lui ora è piuttosto cresciutello (ha l'età del mio ex) ed è già alla maturità, ma un po' ha seguito le mie orme dato che ora è volontario pure lui e sembra che crescendo sia rimasto simpatico come era da piccino. Ve l'avevo detto che era un post di cazzi miei a ruota libera eh :D
Sempre in tema di amicizie, il mio migliore amico gay sta pensando di trasferirsi negli Stati Uniti sempre a causa del lavoro... da una parte spero che gli vada bene e che possa realizzarsi in pieno al di là dell'oceano, dall'altra un po' mi dispiace perché la distanza è tanta e sapere che hai qualcuno di cui fidarti che non sia troppo lontano è comunque un pensiero che è bello poter avere. Staremo a vedere, ovviamente.
Chiudo con un consiglio legato alla televisione e ai telefilm; se non l'avete ancora fatto, non perdetevi assolutamente su MTV o sul Mulo "GREEK La confraternita". Lo produce ABC Family, è ambientato in un college americano ma non è la solita stronzata alla American Pie come quelle che finora hanno ammorbato le televisioni italiane. Dentro c'è di tutto, sia le risate, sia gli argomenti seri (il rapporto tra fratelli, le difficoltà del dichiararsi gay e di non essere considerati solo per questo particolare e così via). Per questa e la prossima settimana va in onda venerdì e mercoledì alle 21, da quella successiva sarà solo il venerdì sempre alle 21 e in replica la domenica alle 14.
La canzone di oggi che vi regalo in chiusura è tratta dall'album nuovo di Caparezza che è in uscita giusto domani, si chiama "Eroe" e in qualche modo è legata anche alla decisione che tutti noi dovremo prendere domenica e lunedì tracciando un segno su quella scheda elettorale:

Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’Al Pacino, non mi faccio di pachinko
Non gratto, non vinco, non trinco nelle sale bingo
Man mano mi convinco che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
a qualunque età io sono già fuori mercato
fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami ti fai nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
né l’Uomo ragno, né Rocky, né Rambo né affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
c’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
io vado avanti e mi si offusca la mente
sto per impazzire come dentro un call center
vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.


venerdì 28 marzo 2008

E' già passata la Pasqua °_°

Fa un certo effetto essere già alla fine di marzo e pensare che è già passata la Pasqua, festa che per i più vetusti (tipo me) segna un po' l'inizio ufficiale della stagione primaverile. Oltretutto, dopo una Pasqua come quest'anno passata a guardar piovere, mi sembra a volte di essere ancora in pieno inverno e sperare che arrivino presto le vacanze di Capodanno.
Ma bisogna guardare avanti, domanisera arriva anche l'ora legale (le 2 diventeranno di colpo le 3, ricordatevelo!) e il 24 aprile riparte la stagione al Mamamia a Torre del Lago; non che l'anno scorso ci sia andato poi così spesso, solo la sera dell'inaugurazione e il primo maggio, ma come tutti i posti "simbolo" anche la sola idea che ci sia qualora avessi voglia e modo di andarci mi fa piacere. Anche se onestamente spero di andarci molto più spesso e di non fare nessun brutto incontro (e con due cuba-libre in corpo i brutti incontri sono ancora più brutti) proprio quando decido di divertirmi; comunque per non saper né leggere né scrivere ho già prenotato un posto dove dormire quella notte, ora spero solo che Riccardo Cresci (il meteorologo di Sky, sul canale 501... lo adoro, belli e intelligenti come lui ne esiston pochi... peccato sia etero, ma nessuno è perfetto) mi faccia avere delle belle previsioni per quella sera così sono a posto.
Come avrete intuito già da prima non ho fatto niente di speciale, salvo il sabato pomeriggio fare un salto verso San Marino insieme a Diego giusto per "cambiare aria"; deciso all'ultimo, quindi non ho fatto in tempo ad avvertire nessuno degli amici che stanno lì e gli chiedo nuovamente scusa se non siamo riusciti a beccarsi; promesso che ci sarà un'altra occasione il più presto possibile :)
A questo punto credo di aver dato abbastanza info aggiornate sul sottoscritto, che da un po' mancavano e che in fondo è giusto che sul mio blog ci siano... a presto, e buon fine settimana a tutti quanti.

venerdì 21 marzo 2008

A te

Raramente ho apprezzato davvero le canzoni di Lorenzo Cherubini (o meglio Jovanotti, per chi come me lo ha visto "nascere" come personaggio ai tempi di "Gimme five"), ma ieri mattina ascoltando Tutto esaurito su 105 mi sono dovuto ricredere. Perché nell'ultimo disco ha inserito una canzone, musicalmente semplice, ma che nel testo ha tante tante cose che spesso vorrei dire e che non riesco a dire (non a caso è Cherubini che sa scrivere canzoni, non io). La regalo anche a chi legge questo blog, magari per caso, augurando a tutti di poter provare dentro la "spinta" che fa scrivere cose come queste...

A te che sei l’unico al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei

A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre lo stesso
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei

A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unico amico
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei,
sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei,
compagno dei giorni miei...sostanza dei sogni...

lunedì 10 marzo 2008

Buon compleanno!

E' la seconda volta che te lo dico, ed è sempre immensamente bello... perché significa che hai scelto di vivere un altro anno della tua vita vicino a me, e che posso sperare che tu voglia passarne un altro regalandomi la gioia del tuo amore...

BUON COMPLEANNO DIEGO!

Spegnimi
come vuoi
buon compleanno
è così
stai con me
la tua voce così bella

Amo te
e quel sapore che
sa di acqua di mare

Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché quando dormo con te
quasi quasi trattengo il respiro
mentre ridi e dici
ma tu sei qui per me

Sei felice
sono felice sì, sì
buon compleanno ora spegnimi

Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché quando parlo con te
spero che sia sincero che si avveri ogni più profondo desiderio
sai di acqua di mare sai di vento
mentre ridi e dici
tutto quello che vuoi

Dimmi chi sei
amo te
volevo dirtelo
per il tuo compleanno

Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
tutto quello che…
spegnimi
per il tuo compleanno
tutto quello che vuoi


domenica 9 marzo 2008

Novecento

E' da qualche tempo che non scrivo sul blog qualcosa che riguardi la mia vita privata, non perché non ne abbia una, ma dato che non vi sono avvenimenti rilevanti o cambiamenti epocali sarebbe uno scrivere all'incirca sempre le stesse cose, e la ripetitività non è una delle cose più interessanti che ci siano al mondo ;)

Siamo in campagna elettorale, e stranamente ne ho già le palle piene; sia per l'invasione dei soliti due politici in ogni programma e trasmissione, sia per le falsità evidenti che ripetono in continuazione senza uno stronzo che glielo dica nel muso. Ad esempio qualcuno che chieda a Fini come mai solo a dicembre spalava merda su Berlusconi e oggi se lo abbraccia ad ogni comizio; è vero che la gente può cambiare e che si può cambiare la propria opinione su di loro, ma può succedere in due anni (e ne so qualcosa di come possono cambiare le cose e le persone in due anni) non certo in due mesi!!! Ma è solo la prima cosa che mi viene in mente delle migliaia che ci sarebbero per l'una e l'altra parte; invidio un po' gli spagnoli, che oggi vanno a votare sapendo che chiunque eleggano rispetterà le promesse che gli ha fatto in campagna elettorale e soprattutto rispetterà i loro diritti e la loro dignità. Noi in Italia possiamo al massimo sperare che chiunque verrà eletto non ci metta nei ghetti o ci condanni all'esilio...

Voltando appena pagina, ma nemmeno troppo, torniamo al festival di Sanremo finito sabato scorso. Una delle cose che non capisco di Sanremo e che trovo odiose è che tutti mettono in rilievo solo le canzoni sceme e i vari scandaletti, e condannano al silenzio e all'oblio quelle che sono delle canzoni belle e profonde solo perché chi le propone è magari un ragazzo che sembra un adolescente sbarbato che ha divorato tonnellate di Bob Dylan (cioè, ho detto BOB DYLAN, non Gigidalessio!) e alle spalle ha un Adriano Aragozzini invece che un Cecchetto. Sto parlando di Valerio Sanzotta, che è nato a Roma l'8 marzo del 1979 e che al festival di Sanremo ha presentato l'unica canzone che mi ha davvero commosso e fatto incazzare. E siccome in radio non la sentirete mai, e so che tra chi legge questo blog ci sono tante persone che non hanno mai conosciuto il muro di Berlino e per cui "Winds of change" degli Skorpions è solo una bella ballata rock (non per colpa loro, il muro è caduto nel 1989),vi metto qui sia il link al video della sua esibizione tratto da Youtube, sia il testo della canzone con all'interno il link delle pagine che in rete descrivono gli avvenimenti di cui si parla. Ovviamente anche chi è più grande farebbe bene a leggere e ascoltare con attenzione, la nostra storia dovrebbe averci insegnato tante cose ma spesso siamo troppo rincoglioniti dala televisione per ricordarcele... ecco, ascoltatevi questa canzone, godetevi il magnifico suono dylaniano, e fate attenzione alle parole.

E mi svegliai un mattino in una vita sconosciuta,
una vita che sembrava già vissuta;
tra la luce che barbaglia e la casa che bisbiglia
un sogno scolorava tra le ciglia.
Mio nonno era un bracciante, mio padre clandestino,
operaio al Lingotto di Torino,
la chiamarono presto madre la sua ragazza amata
mi scoprì al mondo l’Italia liberata.

Cambieranno uomini e cambieranno re

Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.

E non fu solo un sogno e non ci credemmo poco
mettere il mondo a ferro e fuoco,
mentre un’altra stagione già suonava la campana
il primo rintocco fu a Piazza Fontana.
Era un giorno di maggio, un giorno di lavoro
il mattino che trovarono Aldo Moro,
e la mente fu la stessa e fu identica la mossa
assassina che uccise Guido Rossa.

Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.

A Padova di sera c’era l’Italia tutta
Quella sera in Piazza della Frutta
e fu come abbandonare un padre o un amico
quando il cielo rivolle indietro Enrico.
Adesso ho giorni buoni e una vita dignitosa
ma non mi piego a una coscienza silenziosa
al futuro porto in dote la memoria
nel cuore rugge l’urlo della storia.

Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.




E poi chiedetevi, dopo tutto questo, come è possibile che ci siano così tante teste di cazzo intorno a noi, e come sia possibile che ancora qualcuno che li voti creda alle stronzate che dicono.
Non si è mai troppo giovani per non ricordare, non si è mai troppo vecchi per dimenticare.

domenica 2 marzo 2008

Perché Sanremo è...

... una discreta rottura di coglioni. Non per colpa dei cantanti, ognuno dei quali fa il suo "dovere" nel bene o nel male, o delle canzoni, che possono piacere o non piacere a seconda dei gusti; ma per colpa di tutto il resto, dal trascinare il festival per cinque serate quando ne basterebbero tre o quattro, ai siparietti insulsi di promozione di film, telefilm e musical, agli intermezzi di cinque minuti tra una canzone e l'altra. Sarà per questo che tanta gente abbassa il volume della televisione per sentire quello della radio dove i Gialappa's (tre "anziani" che riescono ancora a divertire riuscendo nel compito semanticamente impossibile di trasformandosi senza cambiare) commentano il festival mettendo in campo nomi quali Rudi Zerbi (capo della Sony Music) o il maestro Vittorio Cosma ridendo di tutto e di tutti come merita quella che ormai è una grande sagra di paese.

Di commenti se ne sono letti molti in giro, e quelli in cui mi riconosco di più sono quelli fatti da Gino Cataldo di Repubblica che riporterò a fine post; per me, i vincitori assoluti sono Elio e le Storie Tese, prima volta in cui ho registrato un Dopofestival per rigodermelo il giorno dopo e che nell'ultima serata hanno avuto il coraggio inusitato di cantare sul palco con chitarre e batteria l'aria più celebre del "Barbiere di Siviglia" di Rossini. Ha ragione Fegiz, "hanno cultura musicale, memoria storica e potrebbero metter su un loro festival in grado di unire in un abbraccio ecumenico tutte le sottoculture che oggi cercano di farsi strada nel panorama musicale italiano, insieme alle icone preesistenti e persistenti".
Poi, per i giovani io avrei fatto vincere non i Sonohra (che metto comunque al secondo posto perché sarà anche banale ma a me la loro canzone è piaciuta, così come il modo in cui l'hanno cantata) ma Valeria Vaglio con la sua "Ore ed Ore", racconto di un amore omosessuale tra donne talmente delicato ma altrettanto forte e profondo che al confronto la canzone della Tatangelo è un rutto unico di cinque minuti.
Tra i big, io avrei fatto vincere L'aura (che nella serata dei duetti ha regalato un'interpretazione memorabile con i Rezophonic e Cristina dei Lacuna Coil, e che vi propongo nel video alla fine del post), seguita da Gazzè e Tricarico. Ma è solo una mia idea, anche se già qualche addetto ai lavori prevede che nelle radio spopoleranno i Finley, L'Aura, i Sonhora, Frankie H NRG (quest'estate) e Mario Venuti, quindi forse non è solo mia.

Ecco i voti di Gino Castaldo dal sito di Repubblica:
Paolo Meneguzzi - Grande
Il titolo è ovviamente un autogol, ma non infieriamo. Meneguzzi è uno strano caso di resistenza attiva al festival. C’è praticamente sempre, e continua a non lasciare tracce. Anche quest’anno si è adoperato per non smentire la sua non-fama. Perfino più tradizionale del solito. Magari l’anno prossimo Sanremo non ci sarà, ma lui ci andrà lo stesso, a farsi la settimana in riviera.
Cammina nel sole - Gianluca Grignani Voto: 6-
Il voto è salito lungo la settimana, se non altro perché è tra i pochi che non ha stonato, cosa che in questo festival è rarissima. Il meno è per la somiglianza stilistica con Zucchero.
Non finisce qui - Little Tony Voto: 5
In fondo è tenero, invecchiato con dignità. E la canzone non è neanche così male, o meglio diciamo che poteva andare molto ma molto peggio. E’ la sua My way, in pratica, tipo la vita l’ho vissuta così, a modo mio. Dopo questo festival la canzone potrebbe cantarla anche Pippo baudo con verosimile significato biografico. Cinquant’anni di carriera. Diciamo un punto per decennio.
Un falco chiuso in gabbia - Toto Cutugno Voto: 2
Sì, è vero, è fedele a se stesso. Ma stona pure questa sera. E poi questa roba non si può proprio più vedere né sentire. Magari ora insulterà pure me, ma io, a differenza di Fegiz, non gli ho mai chiesto di portarmi in Russia
Basta - L’Aura Voto: 6 -
Anche questo titolo rischia l’autogol (e infattio Mina-Ocone da Elio non ha perso l’occasione). Lei è bravissima, davvero, e questa sera almeno l’ha cantata davvero bene. Ma la canzone rimane modesta, e vagamente pretenziosa.
Il mio amico - Anna Tatangelo Voto: 0
E’ il vero caso del festival. Il testo non è solo brutto, è addirittura inquietante, offensivo. I gay dovrebbero aspettarla fuori del teatro e spiegarle due o tre cose della vita. E’ anche truccata malissimo, segno che il suo amico gay, che è il suo truccatore, alla fine ha perso la pazienza anche lui.
Cammina cammina - Minghi Voto: 5 +
Sì, lo so, è un voto abbastanza alto. Forse troppo, ma povero Minghi, la canzone non è poi così brutta. Ce l’ha messa tutta. La canta con qualche esitazione, accellera troppo, per fare il furbo con l’interpretazione sbilenca e non scontata. Ma alla fine dai, il cinque se lo merita tutto. Il più è d’incoraggiamento. Alla carriera. A patto che a Sanremo non ci torni, almeno per un paio d’anni. Ripassando dal via.
A ferro e fuoco - Mario Venuti Voto: 7
Per Venuti ho un debole. E poi l’idea di riformare i Denovo… Sano romanticismo e buon gusto musicale. La canzone è bella, testo un po’ evanescente, ma è una delle poche da cantare con un certo tasso di allegra pienezza. Provate in macchina, quando non vi sente nessuno, a cantarla a squarciagola. Funziona.
Colpo di fulmine - Giò di Tonno/Lola Ponce Voto: 3
L’equazione musical=festival non è così ovvia, anche se sono lì lì per vincere, o comunque per piazzarsi bene. Sembra troppo costruita, e sono di una stucchevolezza insostenibile. C’è il marchio Nannini, ma se l’avesse cantata lei forse avrebbe fatto un altro effetto.
L’ultimo film insieme - Zarrillo Voto: 6-
Sono leggermente in imbarazzo. Che volete che vi dica, alla fine dopo tutte queste sconcezze, mi pare una canzone onesta, ben fatta, senza molte pretese. Certo, se ne può fare a meno benissimo. Anzi, se ne deve fare a meno, ma lui è carino, pulito, un piccolo artigiano della canzone che non fa male a nessuno. Magari qualche cuore che può deliziarsi con un pezzo del genere da qualche parte c’è. Il voto è di simpatia.
Eppure mi hai cambiato la vita - Fabrizio Moro Voto: 6-
Anche qui i blogger mi fustigheranno. Sì, magari per stanchezza si diventa più buoni, ma in fondo non è male. Il pezzo è ben costruito. Funzionava meglio l’ascolto del disco. Quando la canta in diretta strilla un po’ troppo. Ma via, una sufficienza non si nega. Anche se il trionfo della giuria di qualità un forte dubbio me lo insinua. Forse ho sbagliato tutto. Capita
Il rubacuori - Tiromancino Voto: 7
Allora, lo so che questo sarà uno dei casi della giornata. A me la canzone non dispiace affatto. Zampa non la canta da Dio ma è bella, e ha un testo dolente che nel trionfalismo del carrozzone assume un fascino tutto suo. Se poi come dice qualcuno è furba, questo è un argomento irricevibile. Mica possiamo fare il processo alle intenzioni. Insomma il voto è alto e ora massacratemi pure.
Rivoluzione - Frankie Hi Nrg Voto: 6
Ottima la citazione deandreiana all’inizio, anche se a qualcuno potrà sembrare blasfema. Bella anche l’idea di portare il vinile originale e metterlo sul palco. Ma continua a non convincermi l’arrangiamento. Un rap del genere non si può fare con la telecamera che stacca sulle trombette dell’orchestra. Diventa una farsa. Peccato
Ricordi - Finley Voto: 2
Proprio non li sopporto, e non riesco a togliermi dalla testa il duetto con Belinda, uno dei punti più bassi del già basso festival. Lo metterei alla pari col coro della squadra dei preti che hanno cantato We’re the champions in latino. E poi questi giovani che sembrano più vecchi dei vecchi mi fanno orrore. Sono già sanremesi, con una fittizia patina rock, condita di stecche. E poi quei guantini…
Elio e le Storie Tese Voto: 9
Se mai ci sarà qualcosa da ricordare di questo festival sarà il primo stupendo dopofestival della storia (per chi è riuscito a vederlo, vista l’orario impossibile a cui andava in onda). Il voto non è solo per questa sera. E’ per la versione del pezzo della Tatangelo fatto a marcetta da avanspettacolo, per il Vecchio Scarpone swingato, per la parodia dei Sonhora con la H che non si sa dove mettere eccetera eccetera. Ma anche il pezzo che stanno facendo è sublime. Se vogliono salvare il festival l’anno prossimo lo devono affidare a loro. Grazie di esistere
Baciami adesso - Mietta Voto: 2
Perchè?
Il solito sesso - Max Gazzè Voto: 6
Qui il discorso è complicato. Il voto è una media ragionata. La canzone ascoltata su disco è buona, originale, con cambi di tonalità insoliti. Ma la prima sera l’ha cantata in modo orrendo. Si è capito meglio la sera dei duetti, anzi del trio con Rei e Turci. Lì è sembrata magnifica. Questa sera l’ha cantata discretamente. Anche se con troppe sssssss sputazzate nel microfono. Complicato? Non tanto. La canzone rimane buona.
L’amore non si spiega- Sergio cammariere Voto: 7
Un tocco di classe, quantomeno. La canzone è decisamente elegante. Lui è troppo emotivo e la canta con un poco di tremarella nella voce, o meglio un eccesso di vibrato. Ma Bosso alla tromba è fantastico. Musica, perlomeno.
Grande sud - Eugenio bennato Voto: 6+
Che dire? Bennato è uno che da anni fatica come un matto per portare avanti la musica folk in tutti i luoghi e in tutte le maniere. Il pezzo è un po’ scontato, almeno per chi ama e segue le cose della pizzica. Alla fine, diciamo una buona sufficienza.
Vita Tranquilla - Tricarico Voto: 9
Questo farà infuriare molti. Ma lo voglio spiegare. La performance disgraziata della prima sera mi è sembrata il grido disperato di un disadattato capitato in un pianeta assurdo, dove nessuno era in grado di capirlo. Le sue stonature sono poesia del disagio. Poi qualcuno, tipo Assante, dirà che è solo una mezzasega e per questo stona. E invece è lunatico, stralunato, un vero diverso in un panorama di conformisti. Lui è proprio così e quello che canta è pura autentica follia. Drammatico, fuori come un balcone, un marziano a Sanremo. E’ sincero. La sua spericolatezza sono i suoi fantasmi. Vorrebbe davvero avere una vita tranquilla. Poverino.
I vincitori Voto: 0
Giò di Tonno/Lola Ponce
Tatangelo
Moro
Non è che a questo festival ci fosse tanto da premiare. Ma la vittoria dei due zuccherini e il secondo posto della Tatangelo riportano il festival ai suoi anni peggiori. Va detto che era prevedibile. L’andazzo si era capito da un pezzo. Ciò non toglie che siamo alle solite. Questi meccanismi di voto, compresa la giuria di qualità che di qualità non era, sono sconcertanti. Come diciamo da anni. In fondo l’anno scorso è vero che ha vinto Cristicchi ma secondo e terzo furono Albano e Mazzocchetti, quindi c’è mancato un pelo. In questo davvero il festival non cambia. Peccato.