Inauguriamo anche il mese di maggio di questo piccolo spazio dedicato al cazzeggio... contrariamente alle promesse fatte, non ho fotografie da mettere del ponte del 25 aprile passato con Diego, o meglio le avrei ma ci tiene a conservare almeno sul web una certa privacy sul suo paesello. Però vi assicuro che la valle del Tramazzo è davvero piena zeppa di angoli bellissimi, perfetta per passare qualche giorno in mezzo alla natura senza allontanarsi troppo dalla civiltà.
Novità in vista tra qualche mese, la ditta in cui lavoro sta progettando di aprire uno stabilimento in Canada e affidare a me il compito di supervisore, quindi se tutto il progetto andrà in porto potrei iniziare il 2009 a Montreal anziché in Italia. Onestamente non potrei chiedere di meglio, è vero che trasferirmi porta anche una buona dose di paure, a partire dalla lingua e dalla cultura piuttosto diverse, ma in fondo è una sfida che merita di essere raccolta... e poi beh, in Canada anche i gay possono sposarsi, sicuramente avrei molti diritti civili in più di quelli ottenibili qui in Italia :p Penso e spero che Diego vorrà seguirmi in questa avventura, lui potrebbe frequentare l'università lì come a quanto sembra fanno in parecchi... in fondo, l'inglese già lo conosce, e a Montreal la comunità italiana è parecchio numerosa (ci sono, in tutto il Canada, ben 10 quotidiani in lingua italiana, giusto per dare l'idea), quindi anche ambientarsi non dovrebbe essere così difficile. Vedremo come andranno le cose, siamo ancora allo stadio informativo...
Dopo un po' di tempo riprendo l'abitudine di inserire una canzone alla fine dei miei post; stavolta tocca ad una canzone che fa parte del musical "Rent", ovvero "Stagioni d'amore" (ma su Youtube con "Seasons of love" trovate anche tutte le altre versioni possibili). Se non la conoscevate, vi regalo un altro piccolo gioiello:
Non è in minuti o secondi, in ore o momenti
che tu potrai misurare un anno cosi
In ore giorni o minuti il tempo non conta
Come misuri tanta nostalgia?
In albe, tramonti, in notti di caffeina
in liti, risate cose che fai...ma
tu non potrai misurare un anno di vita...sai
non c'è tempo e lo capirai
Solo l'a...more Solo l'a...more
Solo l'a...more può misurar
Stagioni d'amore
Stagioni d'amore
Non puoi scandire i rintocchi delle emozioni
E misurare un momento nella fantasia
In ore, giorni, minuti il tempo non conta Come potrai misurare che cosa siamo noi
Il titolo di oggi è volutamente un po' ambiguo... smaltito lo shock per il ritorno al potere del nano con manie di vittimismo, la vita è comunque continuata come sempre, tra incertezze lavorative e piccoli ostacoli da superare. Adesso c'è qualche giorno di vacanza, complice la festa della Liberazione, e dato che sia sua mamma che sua nonna sono ricoverate in ospedale ne approfitto per traslocare a casa del mio ragazzo per stargli un po' più vicino e per dargli una mano anche nelle faccende domestiche (lo so, sono un ragazzo da sposare, ma se nessuno l'ha fatto ci sarà pure un motivo... o son coglioni loro o io ho qualcosa che non va). Ma il 25 aprile è anche il giorno del secondo V-Day organizzato da Beppe Grillo, che io probabilmente seguirò in televisione dato che Torino è davvero troppo lontana e per Bologna non ci siamo organizzati per nulla. Quindi approfitto di questo post sia per augurare a tutti un buon "ponte", sia per postare quanto scrive proprio oggi Grillo a proposito del V-Day. Ci rileggiamo la settimana prossima, magari una volta tanto mi ricorderò di fare qualche foto così ve la posto, ma non prometto nulla...
Marco Travaglio, il mio ministro della Giustizia preferito, sarà sul palco del V2-day in piazza San Carlo a Torino il 25 aprile. Un Paese senza memoria è destinato a ripetere i propri errori. Ma un Paese che vive di menzogne è destinato a non conoscere neppure i propri errori. L'Italia è sommersa dalle menzogne e non ha più memoria. L'informazione di regime è il virus che l'ha ridotta così. Il 25 aprile prendete la pillola rossa e firmate i referendum. In tutte le piazze d'Italia. V2-day. Libera informazione in libero Stato.
"Caro Beppe, prim’ancora che avvenga il V2-Day per un’informazione libera ha già sortito due risultati prodigiosi. Il primo è far riscoprire i valori della Resistenza e della Costituzione al Pd, che ultimamente era piuttosto tiepidino in materia, al punto da voler continuamente riformare la Costituzione con tre forze estranee alla Costituente: il Cainano, la Lega e i post (?) fascisti di An. E’ semplicemente strepitoso lo slancio con cui, all’annuncio del V2-Day a Torino, i vertici del Pd torinese hanno subito organizzato una manifestazione di piazza come non se ne vedevano da anni per il 25 Aprile. Mi ha commosso in particolare l’attivismo resistenziale di uno dei dirigenti locali degli ex-Ds, Stefano Esposito, noto alle cronache torinesi soprattutto per essersi occupato di sale bingo. Mi auguro che venerdì, in piazza San Carlo, riusciremo a collegarci idealmente all’altra piazza, spiegando che il V2-Day è la naturale prosecuzione delle battaglie in difesa della Costituzione. Che contempla, fra l’altro, l’articolo 21, quello sulla libertà d’informazione, il più calpestato in questi anni da destra e anche in parte da sinistra insieme all’articolo 3 (“Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di razza, religione” eccetera). Come sai, dei tre referendum per i quali raccoglieremo le firme mi appassiona soprattutto il terzo, che ritengo decisivo in un Paese ancora in gran parte “televisivo”. Se davvero riusciremo - insieme all’abolizione di un ente inutile come l’Ordine dei giornalisti e al disboscamento della jungla di finanziamenti pubblici a giornali finti di partiti veri, a giornali veri di partiti finti, a giornali finti di partiti finti – a radere al suolo la legge Gasparri e le altre che l’hanno preceduta, tutte dettate o scritte direttamente dal Cainano a proprio uso e consumo, faremo saltare il tappo più grosso che imprigiona la democrazia italiana. Lo dico perché penso che questo V-Day riuscirà in pieno solo se non passerà alle cronache come la giornata del vaffanculo ai giornalisti, ma come la fine del regime televisivo che opprime e sfigura l’Italia dagli anni 80. Ancora 15 anni fa, il Cainano avrebbe perso sonoramente le elezioni, se avesse detto ai suoli elettori “Di Pietro mi fa orrore” e “Mangano è un eroe”. Infatti nel ’94 vinse inneggiando a Di Pietro, a Falcone e a Borsellino. Il 13 aprile, invece, dopo 15 anni di bombardamento a reti unificate, ha stravinto beatificando Mangano e maledicendo la magistratura. Il V2-Day, almeno per come lo vedo e lo auspico io, dovrà rimuovere il macigno “di sistema” che blocca la libertà d’informazione. E dovrà dare la sveglia ai giornalisti, perché riscoprano i valori profondi della propria missione: per esempio, il dovere di dare tutte le notizie. Perché il problema in Italia sono anche i politici, gli editori e certi direttori. Ma soprattutto il problema sono i giornalisti, che spesso si autocensurano prim’ancora che qualcuno li censuri. Come diceva Leo Longanesi: “In Italia non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi”. Aiutiamoli, aiutiamoci a esserlo tutti dal 25 aprile in poi." Marco Travaglio
Ancora una volta il destino, che sa essere a volte beffardo e a volte magnanimo, ti ha dato la possibilità di decidere chi dovesse governarti. Certo, stavolta la scelta era forse minore del passato, ma comunque ce l'avevi. Hai scelto di essere governata da un vecchio arteriosclerotico piduista amico dei mafiosi che ha fatto eleggere un mafioso in parlamento, alleata a una branca di vipere che sfruttano l'ignoranza della gente per andare al potere urlando cazzate su cazzate su quanto sia importante e potente quella fogna di arretratezza e vizio che è il Nord. Brava Italia, spero tu sprofondi nella merda fino a sentirne il sapore forte in bocca, allora forse imparerai a non farti prendere per il culo... anche se temo, ahimé, che alla fine il sapore della merda ti piaccia così tanto da volerci affogare.
Lo so, mancano solo tre giorni alle elezioni politiche e logica vorrebbe che dedicassi almeno un post a questo argomento, ma se considerate che i vari politici mi avevano già pienato le palle un mese fa, figuratevi adesso a che punto di noia posso essere arrivato. Quindi vi regalo un post dedicato a cose mie, che chi è curioso della mia vita potrà gustarsi e chi cerca cose serie potrà saltare a piè pari senza alcun rimorso. Partiamo dal lavoro: la situazione è sempre la stessa da vari mesi, sono ancora a part-time pomeridiano e confesso che la cosa inizia un po' a stancarmi. Ogni tanto c'è qualche picco di lavoro che mi fa lavorare anche di mattina, ma dieci-quindici giorni al mese non sono la stessa cosa di un mese intero, e a 32 anni non si può andare avanti per molto lavorando con un part-time. Spero che le cose migliorino, altrimenti dopo l'estate dovrò tornare di nuovo sul mercato e sperare che mi vada di lusso come mi è andata finora. L'aMMore è l'unica cosa stabile degli ultimi 14 mesi, e una volta tanto è bene che sia così. I problemi personali purtroppo non mancano per me come non mancano per Diego, ma anziché allontanarci contribuiscono a farci stare ancora più uniti e rafforzano i progetti che abbiamo fatto via via. Non sono ancora così ottimista da parlare di amore per la vita, perché l'ultima legnata di due anni fa è stata talmente grossa che ancora un po' fa effetto, ma nemmeno così pessimista dall'aver paura di essere lasciato da un giorno all'altro come successo finora. E' un po' la politica dei piccoli passi :) Sul versante amicizie e conoscenze mi ha fatto piacere ritrovare casualmente leggendo il giornale uno dei bambini che quando ero volontario alla Misericordia di Monsummano accompagnavo con il pulmino ai campi estivi organizzati dalla USL... ovviamente dato che con il pulmino li accompagnavo nel 1998-1999 lui ora è piuttosto cresciutello (ha l'età del mio ex) ed è già alla maturità, ma un po' ha seguito le mie orme dato che ora è volontario pure lui e sembra che crescendo sia rimasto simpatico come era da piccino. Ve l'avevo detto che era un post di cazzi miei a ruota libera eh :D Sempre in tema di amicizie, il mio migliore amico gay sta pensando di trasferirsi negli Stati Uniti sempre a causa del lavoro... da una parte spero che gli vada bene e che possa realizzarsi in pieno al di là dell'oceano, dall'altra un po' mi dispiace perché la distanza è tanta e sapere che hai qualcuno di cui fidarti che non sia troppo lontano è comunque un pensiero che è bello poter avere. Staremo a vedere, ovviamente. Chiudo con un consiglio legato alla televisione e ai telefilm; se non l'avete ancora fatto, non perdetevi assolutamente su MTV o sul Mulo "GREEK La confraternita". Lo produce ABC Family, è ambientato in un college americano ma non è la solita stronzata alla American Pie come quelle che finora hanno ammorbato le televisioni italiane. Dentro c'è di tutto, sia le risate, sia gli argomenti seri (il rapporto tra fratelli, le difficoltà del dichiararsi gay e di non essere considerati solo per questo particolare e così via). Per questa e la prossima settimana va in onda venerdì e mercoledì alle 21, da quella successiva sarà solo il venerdì sempre alle 21 e in replica la domenica alle 14. La canzone di oggi che vi regalo in chiusura è tratta dall'album nuovo di Caparezza che è in uscita giusto domani, si chiama "Eroe" e in qualche modo è legata anche alla decisione che tutti noi dovremo prendere domenica e lunedì tracciando un segno su quella scheda elettorale:
Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche, eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”
Piacere, Luigi delle Bicocche Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche. Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper Invece io passo la notte in un bar karaoke, se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue un soggetto perfetto per Bram Stroker Tu che ne sai della vita degli operai Io stringo sulle spese e goodbye macellai Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI Io sono pane per gli usurai ma li respingo Non faccio l’Al Pacino, non mi faccio di pachinko Non gratto, non vinco, non trinco nelle sale bingo Man mano mi convinco che io
sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere
Stipendio dimezzato o vengo licenziato a qualunque età io sono già fuori mercato fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari quando t’affami ti fai nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari finisci nelle mani di strozzini, ti cibi di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini né l’Uomo ragno, né Rocky, né Rambo né affini farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe
Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi c’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody io vado avanti e mi si offusca la mente sto per impazzire come dentro un call center vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.
Fa un certo effetto essere già alla fine di marzo e pensare che è già passata la Pasqua, festa che per i più vetusti (tipo me) segna un po' l'inizio ufficiale della stagione primaverile. Oltretutto, dopo una Pasqua come quest'anno passata a guardar piovere, mi sembra a volte di essere ancora in pieno inverno e sperare che arrivino presto le vacanze di Capodanno. Ma bisogna guardare avanti, domanisera arriva anche l'ora legale (le 2 diventeranno di colpo le 3, ricordatevelo!) e il 24 aprile riparte la stagione al Mamamia a Torre del Lago; non che l'anno scorso ci sia andato poi così spesso, solo la sera dell'inaugurazione e il primo maggio, ma come tutti i posti "simbolo" anche la sola idea che ci sia qualora avessi voglia e modo di andarci mi fa piacere. Anche se onestamente spero di andarci molto più spesso e di non fare nessun brutto incontro (e con due cuba-libre in corpo i brutti incontri sono ancora più brutti) proprio quando decido di divertirmi; comunque per non saper né leggere né scrivere ho già prenotato un posto dove dormire quella notte, ora spero solo che Riccardo Cresci (il meteorologo di Sky, sul canale 501... lo adoro, belli e intelligenti come lui ne esiston pochi... peccato sia etero, ma nessuno è perfetto) mi faccia avere delle belle previsioni per quella sera così sono a posto. Come avrete intuito già da prima non ho fatto niente di speciale, salvo il sabato pomeriggio fare un salto verso San Marino insieme a Diego giusto per "cambiare aria"; deciso all'ultimo, quindi non ho fatto in tempo ad avvertire nessuno degli amici che stanno lì e gli chiedo nuovamente scusa se non siamo riusciti a beccarsi; promesso che ci sarà un'altra occasione il più presto possibile :) A questo punto credo di aver dato abbastanza info aggiornate sul sottoscritto, che da un po' mancavano e che in fondo è giusto che sul mio blog ci siano... a presto, e buon fine settimana a tutti quanti.
Raramente ho apprezzato davvero le canzoni di Lorenzo Cherubini (o meglio Jovanotti, per chi come me lo ha visto "nascere" come personaggio ai tempi di "Gimme five"), ma ieri mattina ascoltando Tutto esaurito su 105 mi sono dovuto ricredere. Perché nell'ultimo disco ha inserito una canzone, musicalmente semplice, ma che nel testo ha tante tante cose che spesso vorrei dire e che non riesco a dire (non a caso è Cherubini che sa scrivere canzoni, non io). La regalo anche a chi legge questo blog, magari per caso, augurando a tutti di poter provare dentro la "spinta" che fa scrivere cose come queste...
A te che sei l’unico al mondo L’unica ragione per arrivare fino in fondo Ad ogni mio respiro Quando ti guardo Dopo un giorno pieno di parole Senza che tu mi dica niente Tutto si fa chiaro A te che mi hai trovato All’ angolo coi pugni chiusi Con le mie spalle contro il muro Pronto a difendermi Con gli occhi bassi Stavo in fila Con i disillusi Tu mi hai raccolto come un gatto E mi hai portato con te A te io canto una canzone Perché non ho altro Niente di meglio da offrirti Di tutto quello che ho Prendi il mio tempo E la magia Che con un solo salto Ci fa volare dentro all’aria Come bollicine A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore Ed il mio amore grande A te che hai preso la mia vita E ne hai fatto molto di più A te che hai dato senso al tempo Senza misurarlo A te che sei il mio amore grande Ed il mio grande amore A te che io Ti ho visto piangere nella mia mano Fragile che potevo ucciderti Stringendoti un po’ E poi ti ho visto Con la forza di un aeroplano Prendere in mano la tua vita E trascinarla in salvo A te che mi hai insegnato i sogni E l’arte dell’avventura A te che credi nel coraggio E anche nella paura A te che sei la miglior cosa Che mi sia successa A te che cambi tutti i giorni E resti sempre lo stesso A te che sei Semplicemente sei Sostanza dei giorni miei Sostanza dei sogni miei A te che sei Essenzialmente sei Sostanza dei sogni miei Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai E sei una meraviglia Le forze della natura si concentrano in te Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano A te che sei l’unico amico Che io posso avere L’unico amore che vorrei Se io non ti avessi con me a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere, a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore, a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei... e a te che sei, semplicemente sei, compagno dei giorni miei...sostanza dei sogni...
E' la seconda volta che te lo dico, ed è sempre immensamente bello... perché significa che hai scelto di vivere un altro anno della tua vita vicino a me, e che posso sperare che tu voglia passarne un altro regalandomi la gioia del tuo amore...
BUON COMPLEANNO DIEGO!
Spegnimi come vuoi buon compleanno è così stai con me la tua voce così bella
Amo te e quel sapore che sa di acqua di mare
Sai perché parlo sempre di te con i miei amici i miei amici i miei amici sai perché quando dormo con te quasi quasi trattengo il respiro mentre ridi e dici ma tu sei qui per me
Sei felice sono felice sì, sì buon compleanno ora spegnimi
Sai perché parlo sempre di te con i miei amici i miei amici i miei amici sai perché quando parlo con te spero che sia sincero che si avveri ogni più profondo desiderio sai di acqua di mare sai di vento mentre ridi e dici tutto quello che vuoi
Dimmi chi sei amo te volevo dirtelo per il tuo compleanno
Sai perché parlo sempre di te con i miei amici i miei amici i miei amici sai perché parlo sempre di te con i miei amici i miei amici i miei amici tutto quello che… spegnimi per il tuo compleanno tutto quello che vuoi
E' da qualche tempo che non scrivo sul blog qualcosa che riguardi la mia vita privata, non perché non ne abbia una, ma dato che non vi sono avvenimenti rilevanti o cambiamenti epocali sarebbe uno scrivere all'incirca sempre le stesse cose, e la ripetitività non è una delle cose più interessanti che ci siano al mondo ;)
Siamo in campagna elettorale, e stranamente ne ho già le palle piene; sia per l'invasione dei soliti due politici in ogni programma e trasmissione, sia per le falsità evidenti che ripetono in continuazione senza uno stronzo che glielo dica nel muso. Ad esempio qualcuno che chieda a Fini come mai solo a dicembre spalava merda su Berlusconi e oggi se lo abbraccia ad ogni comizio; è vero che la gente può cambiare e che si può cambiare la propria opinione su di loro, ma può succedere in due anni (e ne so qualcosa di come possono cambiare le cose e le persone in due anni) non certo in due mesi!!! Ma è solo la prima cosa che mi viene in mente delle migliaia che ci sarebbero per l'una e l'altra parte; invidio un po' gli spagnoli, che oggi vanno a votare sapendo che chiunque eleggano rispetterà le promesse che gli ha fatto in campagna elettorale e soprattutto rispetterà i loro diritti e la loro dignità. Noi in Italia possiamo al massimo sperare che chiunque verrà eletto non ci metta nei ghetti o ci condanni all'esilio...
Voltando appena pagina, ma nemmeno troppo, torniamo al festival di Sanremo finito sabato scorso. Una delle cose che non capisco di Sanremo e che trovo odiose è che tutti mettono in rilievo solo le canzoni sceme e i vari scandaletti, e condannano al silenzio e all'oblio quelle che sono delle canzoni belle e profonde solo perché chi le propone è magari un ragazzo che sembra un adolescente sbarbato che ha divorato tonnellate di Bob Dylan (cioè, ho detto BOB DYLAN, non Gigidalessio!) e alle spalle ha un Adriano Aragozzini invece che un Cecchetto. Sto parlando di Valerio Sanzotta, che è nato a Roma l'8 marzo del 1979 e che al festival di Sanremo ha presentato l'unica canzone che mi ha davvero commosso e fatto incazzare. E siccome in radio non la sentirete mai, e so che tra chi legge questo blog ci sono tante persone che non hanno mai conosciuto il muro di Berlino e per cui "Winds of change" degli Skorpions è solo una bella ballata rock (non per colpa loro, il muro è caduto nel 1989),vi metto qui sia il link al video della sua esibizione tratto da Youtube, sia il testo della canzone con all'interno il link delle pagine che in rete descrivono gli avvenimenti di cui si parla. Ovviamente anche chi è più grande farebbe bene a leggere e ascoltare con attenzione, la nostra storia dovrebbe averci insegnato tante cose ma spesso siamo troppo rincoglioniti dala televisione per ricordarcele... ecco, ascoltatevi questa canzone, godetevi il magnifico suono dylaniano, e fate attenzione alle parole.
E mi svegliai un mattino in una vita sconosciuta, una vita che sembrava già vissuta; tra la luce che barbaglia e la casa che bisbiglia un sogno scolorava tra le ciglia. Mio nonno era un bracciante, mio padre clandestino, operaio al Lingotto di Torino, la chiamarono presto madre la sua ragazza amata mi scoprì al mondo l’Italia liberata. Cambieranno uomini e cambieranno re Passeranno strade in discesa Brucerà un deserto dove erano giardini Cambieranno lingue e confini.
Cambieranno uomini e cambieranno re Passeranno strade in discesa Brucerà un deserto dove erano giardini Cambieranno lingue e confini.
E poi chiedetevi, dopo tutto questo, come è possibile che ci siano così tante teste di cazzo intorno a noi, e come sia possibile che ancora qualcuno che li voti creda alle stronzate che dicono. Non si è mai troppo giovani per non ricordare, non si è mai troppo vecchi per dimenticare.
... una discreta rottura di coglioni. Non per colpa dei cantanti, ognuno dei quali fa il suo "dovere" nel bene o nel male, o delle canzoni, che possono piacere o non piacere a seconda dei gusti; ma per colpa di tutto il resto, dal trascinare il festival per cinque serate quando ne basterebbero tre o quattro, ai siparietti insulsi di promozione di film, telefilm e musical, agli intermezzi di cinque minuti tra una canzone e l'altra. Sarà per questo che tanta gente abbassa il volume della televisione per sentire quello della radio dove i Gialappa's (tre "anziani" che riescono ancora a divertire riuscendo nel compito semanticamente impossibile di trasformandosi senza cambiare) commentano il festival mettendo in campo nomi quali Rudi Zerbi (capo della Sony Music) o il maestro Vittorio Cosma ridendo di tutto e di tutti come merita quella che ormai è una grande sagra di paese.
Di commenti se ne sono letti molti in giro, e quelli in cui mi riconosco di più sono quelli fatti da Gino Cataldo di Repubblica che riporterò a fine post; per me, i vincitori assoluti sono Elio e le Storie Tese, prima volta in cui ho registrato un Dopofestival per rigodermelo il giorno dopo e che nell'ultima serata hanno avuto il coraggio inusitato di cantare sul palco con chitarre e batteria l'aria più celebre del "Barbiere di Siviglia" di Rossini. Ha ragione Fegiz, "hanno cultura musicale, memoria storica e potrebbero metter su un loro festival in grado di unire in un abbraccio ecumenico tutte le sottoculture che oggi cercano di farsi strada nel panorama musicale italiano, insieme alle icone preesistenti e persistenti". Poi, per i giovani io avrei fatto vincere non i Sonohra (che metto comunque al secondo posto perché sarà anche banale ma a me la loro canzone è piaciuta, così come il modo in cui l'hanno cantata) ma Valeria Vaglio con la sua "Ore ed Ore", racconto di un amore omosessuale tra donne talmente delicato ma altrettanto forte e profondo che al confronto la canzone della Tatangelo è un rutto unico di cinque minuti. Tra i big, io avrei fatto vincere L'aura (che nella serata dei duetti ha regalato un'interpretazione memorabile con i Rezophonic e Cristina dei Lacuna Coil, e che vi propongo nel video alla fine del post), seguita da Gazzè e Tricarico. Ma è solo una mia idea, anche se già qualche addetto ai lavori prevede che nelle radio spopoleranno i Finley, L'Aura, i Sonhora, Frankie H NRG (quest'estate) e Mario Venuti, quindi forse non è solo mia.
Ecco i voti di Gino Castaldo dal sito di Repubblica: Paolo Meneguzzi - Grande Il titolo è ovviamente un autogol, ma non infieriamo. Meneguzzi è uno strano caso di resistenza attiva al festival. C’è praticamente sempre, e continua a non lasciare tracce. Anche quest’anno si è adoperato per non smentire la sua non-fama. Perfino più tradizionale del solito. Magari l’anno prossimo Sanremo non ci sarà, ma lui ci andrà lo stesso, a farsi la settimana in riviera. Cammina nel sole - Gianluca Grignani Voto: 6- Il voto è salito lungo la settimana, se non altro perché è tra i pochi che non ha stonato, cosa che in questo festival è rarissima. Il meno è per la somiglianza stilistica con Zucchero. Non finisce qui - Little Tony Voto: 5 In fondo è tenero, invecchiato con dignità. E la canzone non è neanche così male, o meglio diciamo che poteva andare molto ma molto peggio. E’ la sua My way, in pratica, tipo la vita l’ho vissuta così, a modo mio. Dopo questo festival la canzone potrebbe cantarla anche Pippo baudo con verosimile significato biografico. Cinquant’anni di carriera. Diciamo un punto per decennio. Un falco chiuso in gabbia - Toto Cutugno Voto: 2 Sì, è vero, è fedele a se stesso. Ma stona pure questa sera. E poi questa roba non si può proprio più vedere né sentire. Magari ora insulterà pure me, ma io, a differenza di Fegiz, non gli ho mai chiesto di portarmi in Russia Basta - L’Aura Voto: 6 - Anche questo titolo rischia l’autogol (e infattio Mina-Ocone da Elio non ha perso l’occasione). Lei è bravissima, davvero, e questa sera almeno l’ha cantata davvero bene. Ma la canzone rimane modesta, e vagamente pretenziosa. Il mio amico - Anna Tatangelo Voto: 0 E’ il vero caso del festival. Il testo non è solo brutto, è addirittura inquietante, offensivo. I gay dovrebbero aspettarla fuori del teatro e spiegarle due o tre cose della vita. E’ anche truccata malissimo, segno che il suo amico gay, che è il suo truccatore, alla fine ha perso la pazienza anche lui. Cammina cammina - Minghi Voto: 5 + Sì, lo so, è un voto abbastanza alto. Forse troppo, ma povero Minghi, la canzone non è poi così brutta. Ce l’ha messa tutta. La canta con qualche esitazione, accellera troppo, per fare il furbo con l’interpretazione sbilenca e non scontata. Ma alla fine dai, il cinque se lo merita tutto. Il più è d’incoraggiamento. Alla carriera. A patto che a Sanremo non ci torni, almeno per un paio d’anni. Ripassando dal via. A ferro e fuoco - Mario Venuti Voto: 7 Per Venuti ho un debole. E poi l’idea di riformare i Denovo… Sano romanticismo e buon gusto musicale. La canzone è bella, testo un po’ evanescente, ma è una delle poche da cantare con un certo tasso di allegra pienezza. Provate in macchina, quando non vi sente nessuno, a cantarla a squarciagola. Funziona. Colpo di fulmine - Giò di Tonno/Lola Ponce Voto: 3 L’equazione musical=festival non è così ovvia, anche se sono lì lì per vincere, o comunque per piazzarsi bene. Sembra troppo costruita, e sono di una stucchevolezza insostenibile. C’è il marchio Nannini, ma se l’avesse cantata lei forse avrebbe fatto un altro effetto. L’ultimo film insieme - Zarrillo Voto: 6- Sono leggermente in imbarazzo. Che volete che vi dica, alla fine dopo tutte queste sconcezze, mi pare una canzone onesta, ben fatta, senza molte pretese. Certo, se ne può fare a meno benissimo. Anzi, se ne deve fare a meno, ma lui è carino, pulito, un piccolo artigiano della canzone che non fa male a nessuno. Magari qualche cuore che può deliziarsi con un pezzo del genere da qualche parte c’è. Il voto è di simpatia. Eppure mi hai cambiato la vita - Fabrizio Moro Voto: 6- Anche qui i blogger mi fustigheranno. Sì, magari per stanchezza si diventa più buoni, ma in fondo non è male. Il pezzo è ben costruito. Funzionava meglio l’ascolto del disco. Quando la canta in diretta strilla un po’ troppo. Ma via, una sufficienza non si nega. Anche se il trionfo della giuria di qualità un forte dubbio me lo insinua. Forse ho sbagliato tutto. Capita Il rubacuori - Tiromancino Voto: 7 Allora, lo so che questo sarà uno dei casi della giornata. A me la canzone non dispiace affatto. Zampa non la canta da Dio ma è bella, e ha un testo dolente che nel trionfalismo del carrozzone assume un fascino tutto suo. Se poi come dice qualcuno è furba, questo è un argomento irricevibile. Mica possiamo fare il processo alle intenzioni. Insomma il voto è alto e ora massacratemi pure. Rivoluzione - Frankie Hi Nrg Voto: 6 Ottima la citazione deandreiana all’inizio, anche se a qualcuno potrà sembrare blasfema. Bella anche l’idea di portare il vinile originale e metterlo sul palco. Ma continua a non convincermi l’arrangiamento. Un rap del genere non si può fare con la telecamera che stacca sulle trombette dell’orchestra. Diventa una farsa. Peccato Ricordi - Finley Voto: 2 Proprio non li sopporto, e non riesco a togliermi dalla testa il duetto con Belinda, uno dei punti più bassi del già basso festival. Lo metterei alla pari col coro della squadra dei preti che hanno cantato We’re the champions in latino. E poi questi giovani che sembrano più vecchi dei vecchi mi fanno orrore. Sono già sanremesi, con una fittizia patina rock, condita di stecche. E poi quei guantini… Elio e le Storie Tese Voto: 9 Se mai ci sarà qualcosa da ricordare di questo festival sarà il primo stupendo dopofestival della storia (per chi è riuscito a vederlo, vista l’orario impossibile a cui andava in onda). Il voto non è solo per questa sera. E’ per la versione del pezzo della Tatangelo fatto a marcetta da avanspettacolo, per il Vecchio Scarpone swingato, per la parodia dei Sonhora con la H che non si sa dove mettere eccetera eccetera. Ma anche il pezzo che stanno facendo è sublime. Se vogliono salvare il festival l’anno prossimo lo devono affidare a loro. Grazie di esistere Baciami adesso - Mietta Voto: 2 Perchè? Il solito sesso - Max Gazzè Voto: 6 Qui il discorso è complicato. Il voto è una media ragionata. La canzone ascoltata su disco è buona, originale, con cambi di tonalità insoliti. Ma la prima sera l’ha cantata in modo orrendo. Si è capito meglio la sera dei duetti, anzi del trio con Rei e Turci. Lì è sembrata magnifica. Questa sera l’ha cantata discretamente. Anche se con troppe sssssss sputazzate nel microfono. Complicato? Non tanto. La canzone rimane buona. L’amore non si spiega- Sergio cammariere Voto: 7 Un tocco di classe, quantomeno. La canzone è decisamente elegante. Lui è troppo emotivo e la canta con un poco di tremarella nella voce, o meglio un eccesso di vibrato. Ma Bosso alla tromba è fantastico. Musica, perlomeno. Grande sud - Eugenio bennato Voto: 6+ Che dire? Bennato è uno che da anni fatica come un matto per portare avanti la musica folk in tutti i luoghi e in tutte le maniere. Il pezzo è un po’ scontato, almeno per chi ama e segue le cose della pizzica. Alla fine, diciamo una buona sufficienza. Vita Tranquilla - Tricarico Voto: 9 Questo farà infuriare molti. Ma lo voglio spiegare. La performance disgraziata della prima sera mi è sembrata il grido disperato di un disadattato capitato in un pianeta assurdo, dove nessuno era in grado di capirlo. Le sue stonature sono poesia del disagio. Poi qualcuno, tipo Assante, dirà che è solo una mezzasega e per questo stona. E invece è lunatico, stralunato, un vero diverso in un panorama di conformisti. Lui è proprio così e quello che canta è pura autentica follia. Drammatico, fuori come un balcone, un marziano a Sanremo. E’ sincero. La sua spericolatezza sono i suoi fantasmi. Vorrebbe davvero avere una vita tranquilla. Poverino. I vincitori Voto: 0 Giò di Tonno/Lola Ponce Tatangelo Moro Non è che a questo festival ci fosse tanto da premiare. Ma la vittoria dei due zuccherini e il secondo posto della Tatangelo riportano il festival ai suoi anni peggiori. Va detto che era prevedibile. L’andazzo si era capito da un pezzo. Ciò non toglie che siamo alle solite. Questi meccanismi di voto, compresa la giuria di qualità che di qualità non era, sono sconcertanti. Come diciamo da anni. In fondo l’anno scorso è vero che ha vinto Cristicchi ma secondo e terzo furono Albano e Mazzocchetti, quindi c’è mancato un pelo. In questo davvero il festival non cambia. Peccato.
Già la scorsa campagna elettorale mi aveva piuttosto pienato i coglioni, sia per la marea immane di stronzate e insulti vari regalati da Berlusconi (uno che chiama "Coglioni" quelli che non la pensano come lui secondo me è solo un poveraccio da compatire, che non conosce cosa sia il rispetto verso gli altri e non sa usare nemmeno la lingua italiana al di fuori di quei 5-6 vocaboli che si dicon sempre), sia per la palese e stupefacente capacità del centrosinistra di non trovarsi d'accordo tra loro sulle cose su cui chiunque in Italia concorderebbe. Quest'anno poi si è raggiunta l'apoteosi, in cui davvero una persona sana di mente non riesce materialmente a decidere chi votare, perché sia Berlusconi che Veltroni sono esattamente la stessa cosa, la prosecuzione sotto diverso nome della stessa politica che c'è stata finora, e che ci ha portato al punto in cui tra poco negli altri paesi europei inizieranno a fare le raccolte fondi per noi come noile facciamo per l'Africa. E a tal proposito, vi riporto quello che scrive oggi Beppe Grillo nel suo blog (a proposito, mi sono iscritto al Meetup di Pistoia, magari servirà a un cazzo, ma qualcosa bisogna pur farlo per provare a cambiare qualcosa prima di scappare in Spagna), dato che purtroppo non posso copiarvi tutto quello che ha detto oggi pomeriggio a Napoli, e che SkyTg24 ha trasmesso integralmente parola per parola senza la minima censura o commento. Detto fra noi, se serve per avere una briciola di informazione seria, sono anche contento di pagare i 22 euro al mese dell'abbonamento...
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Se non potete scegliere il programma, valutate le differenze tra i due leader: lo psiconano si tinge i capelli e ha i tacchi, Topo Gigio ha i capelli bianchi e gli occhiali. Meglio i capelli al naturale o la tintura? Votate lo shampoo, fatelo per la democrazia.