venerdì 21 marzo 2008

A te

Raramente ho apprezzato davvero le canzoni di Lorenzo Cherubini (o meglio Jovanotti, per chi come me lo ha visto "nascere" come personaggio ai tempi di "Gimme five"), ma ieri mattina ascoltando Tutto esaurito su 105 mi sono dovuto ricredere. Perché nell'ultimo disco ha inserito una canzone, musicalmente semplice, ma che nel testo ha tante tante cose che spesso vorrei dire e che non riesco a dire (non a caso è Cherubini che sa scrivere canzoni, non io). La regalo anche a chi legge questo blog, magari per caso, augurando a tutti di poter provare dentro la "spinta" che fa scrivere cose come queste...

A te che sei l’unico al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei

A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre lo stesso
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei

A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unico amico
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei,
sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei,
compagno dei giorni miei...sostanza dei sogni...

lunedì 10 marzo 2008

Buon compleanno!

E' la seconda volta che te lo dico, ed è sempre immensamente bello... perché significa che hai scelto di vivere un altro anno della tua vita vicino a me, e che posso sperare che tu voglia passarne un altro regalandomi la gioia del tuo amore...

BUON COMPLEANNO DIEGO!

Spegnimi
come vuoi
buon compleanno
è così
stai con me
la tua voce così bella

Amo te
e quel sapore che
sa di acqua di mare

Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché quando dormo con te
quasi quasi trattengo il respiro
mentre ridi e dici
ma tu sei qui per me

Sei felice
sono felice sì, sì
buon compleanno ora spegnimi

Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché quando parlo con te
spero che sia sincero che si avveri ogni più profondo desiderio
sai di acqua di mare sai di vento
mentre ridi e dici
tutto quello che vuoi

Dimmi chi sei
amo te
volevo dirtelo
per il tuo compleanno

Sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
sai perché parlo sempre di te
con i miei amici i miei amici i miei amici
tutto quello che…
spegnimi
per il tuo compleanno
tutto quello che vuoi


domenica 9 marzo 2008

Novecento

E' da qualche tempo che non scrivo sul blog qualcosa che riguardi la mia vita privata, non perché non ne abbia una, ma dato che non vi sono avvenimenti rilevanti o cambiamenti epocali sarebbe uno scrivere all'incirca sempre le stesse cose, e la ripetitività non è una delle cose più interessanti che ci siano al mondo ;)

Siamo in campagna elettorale, e stranamente ne ho già le palle piene; sia per l'invasione dei soliti due politici in ogni programma e trasmissione, sia per le falsità evidenti che ripetono in continuazione senza uno stronzo che glielo dica nel muso. Ad esempio qualcuno che chieda a Fini come mai solo a dicembre spalava merda su Berlusconi e oggi se lo abbraccia ad ogni comizio; è vero che la gente può cambiare e che si può cambiare la propria opinione su di loro, ma può succedere in due anni (e ne so qualcosa di come possono cambiare le cose e le persone in due anni) non certo in due mesi!!! Ma è solo la prima cosa che mi viene in mente delle migliaia che ci sarebbero per l'una e l'altra parte; invidio un po' gli spagnoli, che oggi vanno a votare sapendo che chiunque eleggano rispetterà le promesse che gli ha fatto in campagna elettorale e soprattutto rispetterà i loro diritti e la loro dignità. Noi in Italia possiamo al massimo sperare che chiunque verrà eletto non ci metta nei ghetti o ci condanni all'esilio...

Voltando appena pagina, ma nemmeno troppo, torniamo al festival di Sanremo finito sabato scorso. Una delle cose che non capisco di Sanremo e che trovo odiose è che tutti mettono in rilievo solo le canzoni sceme e i vari scandaletti, e condannano al silenzio e all'oblio quelle che sono delle canzoni belle e profonde solo perché chi le propone è magari un ragazzo che sembra un adolescente sbarbato che ha divorato tonnellate di Bob Dylan (cioè, ho detto BOB DYLAN, non Gigidalessio!) e alle spalle ha un Adriano Aragozzini invece che un Cecchetto. Sto parlando di Valerio Sanzotta, che è nato a Roma l'8 marzo del 1979 e che al festival di Sanremo ha presentato l'unica canzone che mi ha davvero commosso e fatto incazzare. E siccome in radio non la sentirete mai, e so che tra chi legge questo blog ci sono tante persone che non hanno mai conosciuto il muro di Berlino e per cui "Winds of change" degli Skorpions è solo una bella ballata rock (non per colpa loro, il muro è caduto nel 1989),vi metto qui sia il link al video della sua esibizione tratto da Youtube, sia il testo della canzone con all'interno il link delle pagine che in rete descrivono gli avvenimenti di cui si parla. Ovviamente anche chi è più grande farebbe bene a leggere e ascoltare con attenzione, la nostra storia dovrebbe averci insegnato tante cose ma spesso siamo troppo rincoglioniti dala televisione per ricordarcele... ecco, ascoltatevi questa canzone, godetevi il magnifico suono dylaniano, e fate attenzione alle parole.

E mi svegliai un mattino in una vita sconosciuta,
una vita che sembrava già vissuta;
tra la luce che barbaglia e la casa che bisbiglia
un sogno scolorava tra le ciglia.
Mio nonno era un bracciante, mio padre clandestino,
operaio al Lingotto di Torino,
la chiamarono presto madre la sua ragazza amata
mi scoprì al mondo l’Italia liberata.

Cambieranno uomini e cambieranno re

Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.

E non fu solo un sogno e non ci credemmo poco
mettere il mondo a ferro e fuoco,
mentre un’altra stagione già suonava la campana
il primo rintocco fu a Piazza Fontana.
Era un giorno di maggio, un giorno di lavoro
il mattino che trovarono Aldo Moro,
e la mente fu la stessa e fu identica la mossa
assassina che uccise Guido Rossa.

Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.

A Padova di sera c’era l’Italia tutta
Quella sera in Piazza della Frutta
e fu come abbandonare un padre o un amico
quando il cielo rivolle indietro Enrico.
Adesso ho giorni buoni e una vita dignitosa
ma non mi piego a una coscienza silenziosa
al futuro porto in dote la memoria
nel cuore rugge l’urlo della storia.

Cambieranno uomini e cambieranno re
Passeranno strade in discesa
Brucerà un deserto dove erano giardini
Cambieranno lingue e confini.




E poi chiedetevi, dopo tutto questo, come è possibile che ci siano così tante teste di cazzo intorno a noi, e come sia possibile che ancora qualcuno che li voti creda alle stronzate che dicono.
Non si è mai troppo giovani per non ricordare, non si è mai troppo vecchi per dimenticare.

domenica 2 marzo 2008

Perché Sanremo è...

... una discreta rottura di coglioni. Non per colpa dei cantanti, ognuno dei quali fa il suo "dovere" nel bene o nel male, o delle canzoni, che possono piacere o non piacere a seconda dei gusti; ma per colpa di tutto il resto, dal trascinare il festival per cinque serate quando ne basterebbero tre o quattro, ai siparietti insulsi di promozione di film, telefilm e musical, agli intermezzi di cinque minuti tra una canzone e l'altra. Sarà per questo che tanta gente abbassa il volume della televisione per sentire quello della radio dove i Gialappa's (tre "anziani" che riescono ancora a divertire riuscendo nel compito semanticamente impossibile di trasformandosi senza cambiare) commentano il festival mettendo in campo nomi quali Rudi Zerbi (capo della Sony Music) o il maestro Vittorio Cosma ridendo di tutto e di tutti come merita quella che ormai è una grande sagra di paese.

Di commenti se ne sono letti molti in giro, e quelli in cui mi riconosco di più sono quelli fatti da Gino Cataldo di Repubblica che riporterò a fine post; per me, i vincitori assoluti sono Elio e le Storie Tese, prima volta in cui ho registrato un Dopofestival per rigodermelo il giorno dopo e che nell'ultima serata hanno avuto il coraggio inusitato di cantare sul palco con chitarre e batteria l'aria più celebre del "Barbiere di Siviglia" di Rossini. Ha ragione Fegiz, "hanno cultura musicale, memoria storica e potrebbero metter su un loro festival in grado di unire in un abbraccio ecumenico tutte le sottoculture che oggi cercano di farsi strada nel panorama musicale italiano, insieme alle icone preesistenti e persistenti".
Poi, per i giovani io avrei fatto vincere non i Sonohra (che metto comunque al secondo posto perché sarà anche banale ma a me la loro canzone è piaciuta, così come il modo in cui l'hanno cantata) ma Valeria Vaglio con la sua "Ore ed Ore", racconto di un amore omosessuale tra donne talmente delicato ma altrettanto forte e profondo che al confronto la canzone della Tatangelo è un rutto unico di cinque minuti.
Tra i big, io avrei fatto vincere L'aura (che nella serata dei duetti ha regalato un'interpretazione memorabile con i Rezophonic e Cristina dei Lacuna Coil, e che vi propongo nel video alla fine del post), seguita da Gazzè e Tricarico. Ma è solo una mia idea, anche se già qualche addetto ai lavori prevede che nelle radio spopoleranno i Finley, L'Aura, i Sonhora, Frankie H NRG (quest'estate) e Mario Venuti, quindi forse non è solo mia.

Ecco i voti di Gino Castaldo dal sito di Repubblica:
Paolo Meneguzzi - Grande
Il titolo è ovviamente un autogol, ma non infieriamo. Meneguzzi è uno strano caso di resistenza attiva al festival. C’è praticamente sempre, e continua a non lasciare tracce. Anche quest’anno si è adoperato per non smentire la sua non-fama. Perfino più tradizionale del solito. Magari l’anno prossimo Sanremo non ci sarà, ma lui ci andrà lo stesso, a farsi la settimana in riviera.
Cammina nel sole - Gianluca Grignani Voto: 6-
Il voto è salito lungo la settimana, se non altro perché è tra i pochi che non ha stonato, cosa che in questo festival è rarissima. Il meno è per la somiglianza stilistica con Zucchero.
Non finisce qui - Little Tony Voto: 5
In fondo è tenero, invecchiato con dignità. E la canzone non è neanche così male, o meglio diciamo che poteva andare molto ma molto peggio. E’ la sua My way, in pratica, tipo la vita l’ho vissuta così, a modo mio. Dopo questo festival la canzone potrebbe cantarla anche Pippo baudo con verosimile significato biografico. Cinquant’anni di carriera. Diciamo un punto per decennio.
Un falco chiuso in gabbia - Toto Cutugno Voto: 2
Sì, è vero, è fedele a se stesso. Ma stona pure questa sera. E poi questa roba non si può proprio più vedere né sentire. Magari ora insulterà pure me, ma io, a differenza di Fegiz, non gli ho mai chiesto di portarmi in Russia
Basta - L’Aura Voto: 6 -
Anche questo titolo rischia l’autogol (e infattio Mina-Ocone da Elio non ha perso l’occasione). Lei è bravissima, davvero, e questa sera almeno l’ha cantata davvero bene. Ma la canzone rimane modesta, e vagamente pretenziosa.
Il mio amico - Anna Tatangelo Voto: 0
E’ il vero caso del festival. Il testo non è solo brutto, è addirittura inquietante, offensivo. I gay dovrebbero aspettarla fuori del teatro e spiegarle due o tre cose della vita. E’ anche truccata malissimo, segno che il suo amico gay, che è il suo truccatore, alla fine ha perso la pazienza anche lui.
Cammina cammina - Minghi Voto: 5 +
Sì, lo so, è un voto abbastanza alto. Forse troppo, ma povero Minghi, la canzone non è poi così brutta. Ce l’ha messa tutta. La canta con qualche esitazione, accellera troppo, per fare il furbo con l’interpretazione sbilenca e non scontata. Ma alla fine dai, il cinque se lo merita tutto. Il più è d’incoraggiamento. Alla carriera. A patto che a Sanremo non ci torni, almeno per un paio d’anni. Ripassando dal via.
A ferro e fuoco - Mario Venuti Voto: 7
Per Venuti ho un debole. E poi l’idea di riformare i Denovo… Sano romanticismo e buon gusto musicale. La canzone è bella, testo un po’ evanescente, ma è una delle poche da cantare con un certo tasso di allegra pienezza. Provate in macchina, quando non vi sente nessuno, a cantarla a squarciagola. Funziona.
Colpo di fulmine - Giò di Tonno/Lola Ponce Voto: 3
L’equazione musical=festival non è così ovvia, anche se sono lì lì per vincere, o comunque per piazzarsi bene. Sembra troppo costruita, e sono di una stucchevolezza insostenibile. C’è il marchio Nannini, ma se l’avesse cantata lei forse avrebbe fatto un altro effetto.
L’ultimo film insieme - Zarrillo Voto: 6-
Sono leggermente in imbarazzo. Che volete che vi dica, alla fine dopo tutte queste sconcezze, mi pare una canzone onesta, ben fatta, senza molte pretese. Certo, se ne può fare a meno benissimo. Anzi, se ne deve fare a meno, ma lui è carino, pulito, un piccolo artigiano della canzone che non fa male a nessuno. Magari qualche cuore che può deliziarsi con un pezzo del genere da qualche parte c’è. Il voto è di simpatia.
Eppure mi hai cambiato la vita - Fabrizio Moro Voto: 6-
Anche qui i blogger mi fustigheranno. Sì, magari per stanchezza si diventa più buoni, ma in fondo non è male. Il pezzo è ben costruito. Funzionava meglio l’ascolto del disco. Quando la canta in diretta strilla un po’ troppo. Ma via, una sufficienza non si nega. Anche se il trionfo della giuria di qualità un forte dubbio me lo insinua. Forse ho sbagliato tutto. Capita
Il rubacuori - Tiromancino Voto: 7
Allora, lo so che questo sarà uno dei casi della giornata. A me la canzone non dispiace affatto. Zampa non la canta da Dio ma è bella, e ha un testo dolente che nel trionfalismo del carrozzone assume un fascino tutto suo. Se poi come dice qualcuno è furba, questo è un argomento irricevibile. Mica possiamo fare il processo alle intenzioni. Insomma il voto è alto e ora massacratemi pure.
Rivoluzione - Frankie Hi Nrg Voto: 6
Ottima la citazione deandreiana all’inizio, anche se a qualcuno potrà sembrare blasfema. Bella anche l’idea di portare il vinile originale e metterlo sul palco. Ma continua a non convincermi l’arrangiamento. Un rap del genere non si può fare con la telecamera che stacca sulle trombette dell’orchestra. Diventa una farsa. Peccato
Ricordi - Finley Voto: 2
Proprio non li sopporto, e non riesco a togliermi dalla testa il duetto con Belinda, uno dei punti più bassi del già basso festival. Lo metterei alla pari col coro della squadra dei preti che hanno cantato We’re the champions in latino. E poi questi giovani che sembrano più vecchi dei vecchi mi fanno orrore. Sono già sanremesi, con una fittizia patina rock, condita di stecche. E poi quei guantini…
Elio e le Storie Tese Voto: 9
Se mai ci sarà qualcosa da ricordare di questo festival sarà il primo stupendo dopofestival della storia (per chi è riuscito a vederlo, vista l’orario impossibile a cui andava in onda). Il voto non è solo per questa sera. E’ per la versione del pezzo della Tatangelo fatto a marcetta da avanspettacolo, per il Vecchio Scarpone swingato, per la parodia dei Sonhora con la H che non si sa dove mettere eccetera eccetera. Ma anche il pezzo che stanno facendo è sublime. Se vogliono salvare il festival l’anno prossimo lo devono affidare a loro. Grazie di esistere
Baciami adesso - Mietta Voto: 2
Perchè?
Il solito sesso - Max Gazzè Voto: 6
Qui il discorso è complicato. Il voto è una media ragionata. La canzone ascoltata su disco è buona, originale, con cambi di tonalità insoliti. Ma la prima sera l’ha cantata in modo orrendo. Si è capito meglio la sera dei duetti, anzi del trio con Rei e Turci. Lì è sembrata magnifica. Questa sera l’ha cantata discretamente. Anche se con troppe sssssss sputazzate nel microfono. Complicato? Non tanto. La canzone rimane buona.
L’amore non si spiega- Sergio cammariere Voto: 7
Un tocco di classe, quantomeno. La canzone è decisamente elegante. Lui è troppo emotivo e la canta con un poco di tremarella nella voce, o meglio un eccesso di vibrato. Ma Bosso alla tromba è fantastico. Musica, perlomeno.
Grande sud - Eugenio bennato Voto: 6+
Che dire? Bennato è uno che da anni fatica come un matto per portare avanti la musica folk in tutti i luoghi e in tutte le maniere. Il pezzo è un po’ scontato, almeno per chi ama e segue le cose della pizzica. Alla fine, diciamo una buona sufficienza.
Vita Tranquilla - Tricarico Voto: 9
Questo farà infuriare molti. Ma lo voglio spiegare. La performance disgraziata della prima sera mi è sembrata il grido disperato di un disadattato capitato in un pianeta assurdo, dove nessuno era in grado di capirlo. Le sue stonature sono poesia del disagio. Poi qualcuno, tipo Assante, dirà che è solo una mezzasega e per questo stona. E invece è lunatico, stralunato, un vero diverso in un panorama di conformisti. Lui è proprio così e quello che canta è pura autentica follia. Drammatico, fuori come un balcone, un marziano a Sanremo. E’ sincero. La sua spericolatezza sono i suoi fantasmi. Vorrebbe davvero avere una vita tranquilla. Poverino.
I vincitori Voto: 0
Giò di Tonno/Lola Ponce
Tatangelo
Moro
Non è che a questo festival ci fosse tanto da premiare. Ma la vittoria dei due zuccherini e il secondo posto della Tatangelo riportano il festival ai suoi anni peggiori. Va detto che era prevedibile. L’andazzo si era capito da un pezzo. Ciò non toglie che siamo alle solite. Questi meccanismi di voto, compresa la giuria di qualità che di qualità non era, sono sconcertanti. Come diciamo da anni. In fondo l’anno scorso è vero che ha vinto Cristicchi ma secondo e terzo furono Albano e Mazzocchetti, quindi c’è mancato un pelo. In questo davvero il festival non cambia. Peccato.

sabato 23 febbraio 2008

Ah che culo, si avvicinano le elezioni!

Già la scorsa campagna elettorale mi aveva piuttosto pienato i coglioni, sia per la marea immane di stronzate e insulti vari regalati da Berlusconi (uno che chiama "Coglioni" quelli che non la pensano come lui secondo me è solo un poveraccio da compatire, che non conosce cosa sia il rispetto verso gli altri e non sa usare nemmeno la lingua italiana al di fuori di quei 5-6 vocaboli che si dicon sempre), sia per la palese e stupefacente capacità del centrosinistra di non trovarsi d'accordo tra loro sulle cose su cui chiunque in Italia concorderebbe.
Quest'anno poi si è raggiunta l'apoteosi, in cui davvero una persona sana di mente non riesce materialmente a decidere chi votare, perché sia Berlusconi che Veltroni sono esattamente la stessa cosa, la prosecuzione sotto diverso nome della stessa politica che c'è stata finora, e che ci ha portato al punto in cui tra poco negli altri paesi europei inizieranno a fare le raccolte fondi per noi come noile facciamo per l'Africa.
E a tal proposito, vi riporto quello che scrive oggi Beppe Grillo nel suo blog (a proposito, mi sono iscritto al Meetup di Pistoia, magari servirà a un cazzo, ma qualcosa bisogna pur farlo per provare a cambiare qualcosa prima di scappare in Spagna), dato che purtroppo non posso copiarvi tutto quello che ha detto oggi pomeriggio a Napoli, e che SkyTg24 ha trasmesso integralmente parola per parola senza la minima censura o commento. Detto fra noi, se serve per avere una briciola di informazione seria, sono anche contento di pagare i 22 euro al mese dell'abbonamento...

dal blog di Beppe Grillo:
Programma elettorale del PD/PDL:

Lo psiconano non vuole una legge contro il conflitto di interessi
Topo Gigio non vuole una legge contro il conflitto di interessi

Lo psiconano vuole tenersi tre televisioni e fare politica
Topo Gigio vuole che lo psiconano si tenga tre televisioni e continui a fare politica

Lo psiconano vuole gli inceneritori
Topo Gigio vuole gli inceneritori e imbarca Veronesi detto Cancronesi di 83 anni

Lo psiconano non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite
Topo Gigio non vuole rispettare le sentenze europee e mandare Rete 4 sul satellite

Lo psiconano non vuole che le intercettazioni siano rese pubbliche dopo essere state notificate alle parti
Topo Gigio non vuole che le intercettazioni siano rese pubbliche dopo essere state notificate alle parti

Lo psiconano non vuole più processi pubblici a Cuffaro, Fazio, Fiorani, Consorte, D’Alema, Fassino e a sé stesso a causa delle intercettazioni
Topo Gigio non vuole più processi pubblici a Cuffaro, Fazio, Fiorani, Consorte, D’Alema, Fassino e allo psiconano a causa delle intercettazioni

Lo psiconano vuole la galleria di 43 chilometri in Val di Susa che costerà 14 miliardi di euro ai contribuenti per far passare merci a 130 all’ora tra 15 anni
Topo Gigio vuole la galleria di 43 chilometri in Val di Susa che costerà 14 miliardi di euro ai contribuenti per far passare merci a 130 all’ora tra 15 anni

Lo psiconano vuole fare le nuova legge elettorale con Topo Gigio
Topo Gigio vuol fare la nuova legge elettorale con lo psiconano

Lo psiconano vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni
Topo Gigio vuol fare un governo di larghe intese dopo le elezioni

Lo psiconano vuole premier dell’inciucio Gianni Letta
Topo Gigio vuole premier dell’inciucio Gianni Letta

Se non potete scegliere il programma, valutate le differenze tra i due leader:
lo psiconano si tinge i capelli e ha i tacchi,
Topo Gigio ha i capelli bianchi e gli occhiali.
Meglio i capelli al naturale o la tintura?
Votate lo shampoo, fatelo per la democrazia.

giovedì 21 febbraio 2008

Staaaaaaanco!

Son tre giorni che entro a lavorare alle 8 e non mi fermo un attimo in tutto il giorno, sono letteralmente a pezzi... se poi aggiungiamo che il mio amore la settimana prossima va 5 giorni a Praga e che probabilmente non ci vedremo fino al primo marzo, siamo proprio a cavallo...

Ma comunque oggi ho risentito una canzone di non so quanti anni fa, che a sentirla non sembra, ma a leggere il testo è inaspettatamente romantica... solo Daniele Silvestri riesce a fare certe cose!


Non mi ricordo più
se qualche volta smettevamo di toccarci
per riposarci
te lo ricordi tu
io ti guardavo senza quasi aprire bocca
e se parlavo ripetevo solamente la stessa filastrocca
Amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,
amore mio, amore mio, amore mio
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,
mio amore, mio amore

E non ricordo più
se mi dicevi qualche cosa di importante
perché io non capivo niente
sembravo solo deficiente, avevo:
problemi di pressione
lo sguardo da salmone
ed un sorriso idiota tipo "prima comunione"
sentivo odor di gigli
immaginavo i figli
non come adesso che ti parlo e tu sbadigli

Amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,
amore mio, amore mio, amore mio, amore mio
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore

E che potevo fare
che dovevamo dire
che senso aveva domandarci come andrà a finire
meglio buttarsi, meglio accarezzarsi
perché con i discorsi è più difficile trovarsi
e dopo una, due, tre, quattro, cinque settimane
come piccoli navigli continuare a navigare
il mare è blu
e non c'è dubbio che sei tu

L'amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,
amore mio, amore mio, amore mio
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,
mio amore, mio amore

E se non hai capito bene ricomincio
ma non puoi dire che non vado dritto al punto
faccio un riassunto: amore mio ti amo tanto
allora lo ripeto, così capisci quanto
amore mio, amore mio, amore mio mi rendo conto
sembro monotono, ma invece cambio
perché ogni volta ti amo in un modo diverso
ogni minuto, ogni secondo

Sono un vinile che si sta incantando
sono un buddista che ti sta gonghiando
sono una crema e allora sto impazzendo
sono un bambino e faccio giro-girotondo

Sono un vinile che si sta incantando
sono un buddista che ti sta gonghiando
sono una crema e allora sto impazzendo
sono un bambino e faccio giro-girotondo

Sono un vinile che si sta incantando
sono un buddista che ti sta gonghiando
sono una crema e allora sto impazzendo
sono un bambino e faccio giro-girotondo

mercoledì 20 febbraio 2008

Ecco la vera causa dei terremoti!!!

BASTA! con la vecchia storia delle zolle tettoniche
BASTA! con la vecchia storia del caldo afoso

la vera causa dei terremoti sono IO!!!!

http://www.fastweb.it/portale/news/leggi/?id=WJO32179
(ANSA) - TEL AVIV, 20 FEB - Le 'pratiche omosessuali' sono la causa dei recenti terremoti avvenuti in Israele. Lo ritiene un deputato del partito ebreo Shas. Shlomo Benizri, questo il suo nome, componente del partito ultraortodosso che fa parte della coalizione di governo, intervenendo ai lavori di una commissione del parlamento sulle misure per fronteggiare il rischio di un nuovo sisma, ha detto che 'il talmud indica una serie di cause dei terremoti ed una di queste e' proprio l'omosessualita''.

sì, davvero si ride per non piangere...

martedì 19 febbraio 2008

Vivere

Dall’album di Gerardina Trovato “Non E’ Un Film” (1994).

Testo normale: Gerardina Trovato

Testo corsivo: Andrea Bocelli

Testo grassetto: Gerardina Trovato e Andrea Bocelli




Vivo ricopiando Yesterday
e sono sempre in mezzo ai guai
Vivo e ti domando cosa sei
ma specchio tu non parli mai
Io che non potrò mai creare niente
Io amo l’amore ma non la gente, io che non sarò mai un dio
Vivere, nessuno mai ce l’ha insegnato
Vivere, fotocopiandoci il passato
Vivere anche se non l’ho chiesto io di vivere
Come una canzone che nessuno canterà

Ma se tu vedessi l’uomo davanti al tuo portone
Che dorme avvolto in un cartone
Se tu ascoltassi il mondo una mattina
Senza il rumore della pioggia
Tu che puoi creare con la tua voce
Tu pensi i pensieri della gente poi di Dio c’è solo Dio

Vivere, nessuno mai ce l’ha insegnato
Vivere, non si può vivere senza passato
Vivere è bello anche se non l’hai chiesto mai
Una canzone ci sarà sempre qualcuno che la canterà

Qualcuno non mi basta
Vivere Perchè, perchè, perchè, perchè
Cercando ancora il grande amore Non vivi questa sera
Vivere Perchè, perchè, perchè, perchè
Come se mai dovessimo morire Non vivi ora
Vivere Perchè, perchè, perchè
Per poi capire all’improvviso La vita non è vita perchè
Che in fondo questa vita tu
Non l’hai vissuta

Vivere

Cercando ancora il grande amore
Vivere

come se mai dovessimo morire
Vivere Perchè, perchè, perchè
Per poi capire all’improvviso La vita non è vita perchè
Che in fondo questa vita tu
Non l’hai vissuta mai

Ti dico no Ti dico sì
Ti dico che
Ho voglia di vivere

Ritornano i roghi, preparate le armature!

E dire che c’è stato chi non ha voluto inserire la norma antiomofobia nel pacchetto sicurezza. Ma questo, ormai, è il passato; è storia antica. E’ storia di una maggioranza che non c’è più. Ma se le legislature passano, le violenze contro gli omosessuali restano, si moltiplicano.
L’ultima è di ieri notte. Il “Coming Out” ha preso fuoco, l’entrata del locale per lesbiche, gay, bisex e trans a due passi del Colosseo è ridotta a un ammasso di cenere. Autocombustione? In molti fino alla tarda mattinata di ieri hanno sperato che l’incendio fosse accidentale. Nessuno voleva credere che in pieno centro storico della capitale potesse accadere una cosa del genere. Poi è arrivata la perizia dei pompieri a fugare ogni dubbio: nessuna casualità, nessun corto circuito. Qualcuno ha cosparso di benzina la porta di ingresso del locale, ne ha versato una buona parte nel buco delle lettere e ha innescato la scintilla. Le vetrate sono esplose e l’entrata si è carbonizzata.
Gli attentatori hanno scelto bene il loro obiettivo. Il “Coming Out” è più di un semplice locale Glbtq, è il simbolo della Roma plurale, è un ponte aperto verso la città. Una prova? Pochi anni dopo la sua apertura, nell’estate del 2000, la strada che ospita il locale si è integralmente “convertita”, trasformandosi nella prima “GayStreet” romana.
Preoccupati, preoccupatissimi i rappresentati delle associazioni omosessuali. Su tutti Aurelio Mancuso. Il presidente di Arcigay denuncia il clima di crescente intimidazione contro gli omosessuali e chiede un “mea culpa” anche al centrosinistra colpevole di aver sottovalutato l’omofobia a causa delle «interdizioni vaticane». Pronta la reazione di Fausto Bertinotti che parla di «vile attentato intimidatorio». Annalisa Scarnera, una delle titolari del locale, è ancora sotto choc. Lo sconforto ha preso il posto della rabbia e descrive una situazione per molti aspetti di isolamento, di assedio: «Viviamo un momento storico davvero difficile. Questo attentato è la goccia che fa traboccare un vaso già colmo. Pensiamo a come siano spariti nel nulla i temi dei diritti dei gay». Già in passato il “Coming Out” aveva subito minacce e intimidazioni. L’ultima l’estate scorsa quando la via intorno al locale venne tappezzata da manifesti con su scritto “Via i gay da San Giovanni”. «Eppure - continua Annalisa - nessuno immaginava che quelle minacce prendessero una piega così violenta».
Tante, in ogni caso, le dichiarazioni di solidarietà che arrivano dal mondo politico. Dalla Sinistra, che per voce del Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha inviato ai gestori del “Coming out” un messaggio nel quale esprime la «più sincera solidarietà a fronte del vile atto intimidatorio di cui è stato fatto segno il locale da loro animato, insieme ad un sincero augurio per il prosieguo della loro attività per l’affermazione di una cultura dell’uguaglianza, della non discriminazione e dei diritti»; al segretario romano di rifondazione, Massimiliano Smeriglio parla di clima di «intolleranza», di fatti gravi e preoccupanti, «un campanello d’allarme inquietante per la città di Roma, che negli ultimi tempi continua a essere protagonista indolente di azioni di intolleranza e di aggressioni a militanti della Sinistre e agli omosessuali».
E sì perchè l’incendio al “coming out” non è l’unico episodio di violenza registrato in queste ore a Roma. Sempre ieri un giovane studente dei collettivi romani e attivista dell’Horus occupato di Piazza Sempione è stato brutalmente picchiato. Adriana Spera, capogruppo del Prc al Comune registra «l’ennesimo agguato che poteva trasformarsi di nuovo in una tragedia».
In tutto questo, per dare risposta alle violenze di queste ore, Arcigay invita a partecipare al sit-in di venerdì 22 febbraio alle 22.30, presso la Gay Street (via di San Giovanni in Laterano), contro l’omofobia; e l’associazionismo antifascista chiede di dedicare la ricorrente manifestazione di commemorazione per l’uccisione di Valerio Verbano, a Simone, al ragazzo aggredito ieri. «Simone questa mattina è tornato al Policlinico Umberto I per farsi controllare perché non sta bene - dice Valerio dell’Horus Occupato - lo hanno aggredito due neofascisti appartenenti alla Fiamma Tricolore. Siamo molto chiari nel fare nomi e cognomi, perché è chiara la matrice fascista di questa aggressione».

Davide Varì per Liberazione, 19 febbraio 2008

domenica 17 febbraio 2008

La truffa delle legge elettorale

Riporto un articolo apparso stamani su Liberazione, a firma di Piero Sansonetti, sulla nuova legge elettorale.
Al di là dell'indicazione finale di voto (che io personalmente condivido, ma questo è un altro discorso), credo che sia molto molto interessante:

La decisione di Pierferdinando Casini di presentarsi da solo alle elezioni complica un po' il panorama politico ma rende chiarissima la "truffa" che si delinea nei confronti degli elettori.
Truffa quadrupla. Proviamo a spiegare perché.
Prima truffa , di carattere aritmetico. Ai nastri di partenza della campagna elettorale ci sono quattro o forse cinque (o forse sei o sette) partiti: quello di Berlusconi, il Pd, la Sinistra, Casini (immagino con la Cosa Bianca), forse la destra di Storace, forse (se non andrà con Casini) Mastella, forse i socialisti e i radicali. Di questi partiti, uno arriverà primo e prenderà il 55 per cento dei seggi alla Camera, tutti gli altri (indipendentemente dalla loro collocazione a destra o sinistra) si divideranno il restante 45 per cento dei seggi. Il partito che arriverà primo (quasi certamente quello di Berlusconi) difficilmente avrà ottenuto più del 40-42 per cento dei voti. Dunque beneficerà di un premio di maggioranza pari al 10-15 per cento. Una enormità. Non esiste in nessun paese dell'Occidente. Una legge così ha un solo precedente: la legge elettorale varata da Mussolini nel '23. E' una legge di tipo fascista.
Seconda truffa . Il senso della legge dovrebbe essere quello di dividere il parlamento in maggioranza e opposizione. Una maggioranza solida del 55%, una opposizione consistente del 45%. Agli elettori decidere se la maggioranza andrà alla destra o alla sinistra. Nel parlamento che uscirà dal 14 aprile non sarà così. Alcuni (o forse molti) dei partiti che hanno preso i voti come opposizione cambieranno schieramento e passeranno in maggioranza. E' uno scenario molto probabile. Praticamente sicuro per Storace, probabilissimo per Casini, abbastanza probabile per il Pd. Anche perché in Senato - dove il premio di maggioranza viene distribuito regione per regione, e quindi è praticamente inesistente - probabilmente Berlusconi non avrà i voti per governare, o ne avrà pochissimi (come fu per Prodi) e dunque dovrà ricorrere necessariamente alle alleanze. In questo modo si comprime e si punisce l'opposizione.
Terza truffa . Si dice che questa meraviglia bipartitica - inventata da Veltroni, Fini, Guzzetta, Segni e qualche altro genietto - garantirà all'elettore che sarà lui - l'elettore - a scegliere chi governa e chi no. Cioè che le coalizioni, le alleanze, i programmi, si fanno prima delle urne. Bene, ora è chiaro che è esattamente il contrario. Prima ci si accapiglia in campagna elettorale, poi si vota, e poi l'ammucchiata. Un imbroglio del genere non si era mai visto in democrazia. Agli elettori non sarà concesso di scegliere né per quale deputato votare, né per quale partito, né per quale coalizione. E' una situazione davvero senza precedenti.
Quarta truffa . Per i motivi che dicevamo prima - ma anche per l'incredibile somiglianza del programma politico illustrato dal Pd con il programma elettorale che Berlusconi presentò nel 2001 e nel 2006 - diventa sempre più vicina la prospettiva della grande coalizione. E tutta quella storia del "voto utile" diventa più truffaldina che mai. Ti dicono: «vota per Berlusconi o Veltroni, perché solo uno di loro due può vincere e quindi è inutile votare per i partiti minori...» . Falso: se voti per uno o per l'altro cambia poco, tanto governeranno insieme.
L'unica vera certezza, per l'elettorale, è chi starà all'opposizione: la Sinistra l'Arcobaleno. Non vorrei apparire fazioso, ma a me sembra che davvero l'unico possibile voto utile - dal punto di vista "scientifico" - sia quello per la sinistra.