giovedì 21 febbraio 2008

Staaaaaaanco!

Son tre giorni che entro a lavorare alle 8 e non mi fermo un attimo in tutto il giorno, sono letteralmente a pezzi... se poi aggiungiamo che il mio amore la settimana prossima va 5 giorni a Praga e che probabilmente non ci vedremo fino al primo marzo, siamo proprio a cavallo...

Ma comunque oggi ho risentito una canzone di non so quanti anni fa, che a sentirla non sembra, ma a leggere il testo è inaspettatamente romantica... solo Daniele Silvestri riesce a fare certe cose!


Non mi ricordo più
se qualche volta smettevamo di toccarci
per riposarci
te lo ricordi tu
io ti guardavo senza quasi aprire bocca
e se parlavo ripetevo solamente la stessa filastrocca
Amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,
amore mio, amore mio, amore mio
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,
mio amore, mio amore

E non ricordo più
se mi dicevi qualche cosa di importante
perché io non capivo niente
sembravo solo deficiente, avevo:
problemi di pressione
lo sguardo da salmone
ed un sorriso idiota tipo "prima comunione"
sentivo odor di gigli
immaginavo i figli
non come adesso che ti parlo e tu sbadigli

Amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,
amore mio, amore mio, amore mio, amore mio
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore

E che potevo fare
che dovevamo dire
che senso aveva domandarci come andrà a finire
meglio buttarsi, meglio accarezzarsi
perché con i discorsi è più difficile trovarsi
e dopo una, due, tre, quattro, cinque settimane
come piccoli navigli continuare a navigare
il mare è blu
e non c'è dubbio che sei tu

L'amore mio, amore mio, amore mio, amore mio,
amore mio, amore mio, amore mio
mio amore, mio amore, mio amore, mio amore,
mio amore, mio amore

E se non hai capito bene ricomincio
ma non puoi dire che non vado dritto al punto
faccio un riassunto: amore mio ti amo tanto
allora lo ripeto, così capisci quanto
amore mio, amore mio, amore mio mi rendo conto
sembro monotono, ma invece cambio
perché ogni volta ti amo in un modo diverso
ogni minuto, ogni secondo

Sono un vinile che si sta incantando
sono un buddista che ti sta gonghiando
sono una crema e allora sto impazzendo
sono un bambino e faccio giro-girotondo

Sono un vinile che si sta incantando
sono un buddista che ti sta gonghiando
sono una crema e allora sto impazzendo
sono un bambino e faccio giro-girotondo

Sono un vinile che si sta incantando
sono un buddista che ti sta gonghiando
sono una crema e allora sto impazzendo
sono un bambino e faccio giro-girotondo

mercoledì 20 febbraio 2008

Ecco la vera causa dei terremoti!!!

BASTA! con la vecchia storia delle zolle tettoniche
BASTA! con la vecchia storia del caldo afoso

la vera causa dei terremoti sono IO!!!!

http://www.fastweb.it/portale/news/leggi/?id=WJO32179
(ANSA) - TEL AVIV, 20 FEB - Le 'pratiche omosessuali' sono la causa dei recenti terremoti avvenuti in Israele. Lo ritiene un deputato del partito ebreo Shas. Shlomo Benizri, questo il suo nome, componente del partito ultraortodosso che fa parte della coalizione di governo, intervenendo ai lavori di una commissione del parlamento sulle misure per fronteggiare il rischio di un nuovo sisma, ha detto che 'il talmud indica una serie di cause dei terremoti ed una di queste e' proprio l'omosessualita''.

sì, davvero si ride per non piangere...

martedì 19 febbraio 2008

Vivere

Dall’album di Gerardina Trovato “Non E’ Un Film” (1994).

Testo normale: Gerardina Trovato

Testo corsivo: Andrea Bocelli

Testo grassetto: Gerardina Trovato e Andrea Bocelli




Vivo ricopiando Yesterday
e sono sempre in mezzo ai guai
Vivo e ti domando cosa sei
ma specchio tu non parli mai
Io che non potrò mai creare niente
Io amo l’amore ma non la gente, io che non sarò mai un dio
Vivere, nessuno mai ce l’ha insegnato
Vivere, fotocopiandoci il passato
Vivere anche se non l’ho chiesto io di vivere
Come una canzone che nessuno canterà

Ma se tu vedessi l’uomo davanti al tuo portone
Che dorme avvolto in un cartone
Se tu ascoltassi il mondo una mattina
Senza il rumore della pioggia
Tu che puoi creare con la tua voce
Tu pensi i pensieri della gente poi di Dio c’è solo Dio

Vivere, nessuno mai ce l’ha insegnato
Vivere, non si può vivere senza passato
Vivere è bello anche se non l’hai chiesto mai
Una canzone ci sarà sempre qualcuno che la canterà

Qualcuno non mi basta
Vivere Perchè, perchè, perchè, perchè
Cercando ancora il grande amore Non vivi questa sera
Vivere Perchè, perchè, perchè, perchè
Come se mai dovessimo morire Non vivi ora
Vivere Perchè, perchè, perchè
Per poi capire all’improvviso La vita non è vita perchè
Che in fondo questa vita tu
Non l’hai vissuta

Vivere

Cercando ancora il grande amore
Vivere

come se mai dovessimo morire
Vivere Perchè, perchè, perchè
Per poi capire all’improvviso La vita non è vita perchè
Che in fondo questa vita tu
Non l’hai vissuta mai

Ti dico no Ti dico sì
Ti dico che
Ho voglia di vivere

Ritornano i roghi, preparate le armature!

E dire che c’è stato chi non ha voluto inserire la norma antiomofobia nel pacchetto sicurezza. Ma questo, ormai, è il passato; è storia antica. E’ storia di una maggioranza che non c’è più. Ma se le legislature passano, le violenze contro gli omosessuali restano, si moltiplicano.
L’ultima è di ieri notte. Il “Coming Out” ha preso fuoco, l’entrata del locale per lesbiche, gay, bisex e trans a due passi del Colosseo è ridotta a un ammasso di cenere. Autocombustione? In molti fino alla tarda mattinata di ieri hanno sperato che l’incendio fosse accidentale. Nessuno voleva credere che in pieno centro storico della capitale potesse accadere una cosa del genere. Poi è arrivata la perizia dei pompieri a fugare ogni dubbio: nessuna casualità, nessun corto circuito. Qualcuno ha cosparso di benzina la porta di ingresso del locale, ne ha versato una buona parte nel buco delle lettere e ha innescato la scintilla. Le vetrate sono esplose e l’entrata si è carbonizzata.
Gli attentatori hanno scelto bene il loro obiettivo. Il “Coming Out” è più di un semplice locale Glbtq, è il simbolo della Roma plurale, è un ponte aperto verso la città. Una prova? Pochi anni dopo la sua apertura, nell’estate del 2000, la strada che ospita il locale si è integralmente “convertita”, trasformandosi nella prima “GayStreet” romana.
Preoccupati, preoccupatissimi i rappresentati delle associazioni omosessuali. Su tutti Aurelio Mancuso. Il presidente di Arcigay denuncia il clima di crescente intimidazione contro gli omosessuali e chiede un “mea culpa” anche al centrosinistra colpevole di aver sottovalutato l’omofobia a causa delle «interdizioni vaticane». Pronta la reazione di Fausto Bertinotti che parla di «vile attentato intimidatorio». Annalisa Scarnera, una delle titolari del locale, è ancora sotto choc. Lo sconforto ha preso il posto della rabbia e descrive una situazione per molti aspetti di isolamento, di assedio: «Viviamo un momento storico davvero difficile. Questo attentato è la goccia che fa traboccare un vaso già colmo. Pensiamo a come siano spariti nel nulla i temi dei diritti dei gay». Già in passato il “Coming Out” aveva subito minacce e intimidazioni. L’ultima l’estate scorsa quando la via intorno al locale venne tappezzata da manifesti con su scritto “Via i gay da San Giovanni”. «Eppure - continua Annalisa - nessuno immaginava che quelle minacce prendessero una piega così violenta».
Tante, in ogni caso, le dichiarazioni di solidarietà che arrivano dal mondo politico. Dalla Sinistra, che per voce del Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha inviato ai gestori del “Coming out” un messaggio nel quale esprime la «più sincera solidarietà a fronte del vile atto intimidatorio di cui è stato fatto segno il locale da loro animato, insieme ad un sincero augurio per il prosieguo della loro attività per l’affermazione di una cultura dell’uguaglianza, della non discriminazione e dei diritti»; al segretario romano di rifondazione, Massimiliano Smeriglio parla di clima di «intolleranza», di fatti gravi e preoccupanti, «un campanello d’allarme inquietante per la città di Roma, che negli ultimi tempi continua a essere protagonista indolente di azioni di intolleranza e di aggressioni a militanti della Sinistre e agli omosessuali».
E sì perchè l’incendio al “coming out” non è l’unico episodio di violenza registrato in queste ore a Roma. Sempre ieri un giovane studente dei collettivi romani e attivista dell’Horus occupato di Piazza Sempione è stato brutalmente picchiato. Adriana Spera, capogruppo del Prc al Comune registra «l’ennesimo agguato che poteva trasformarsi di nuovo in una tragedia».
In tutto questo, per dare risposta alle violenze di queste ore, Arcigay invita a partecipare al sit-in di venerdì 22 febbraio alle 22.30, presso la Gay Street (via di San Giovanni in Laterano), contro l’omofobia; e l’associazionismo antifascista chiede di dedicare la ricorrente manifestazione di commemorazione per l’uccisione di Valerio Verbano, a Simone, al ragazzo aggredito ieri. «Simone questa mattina è tornato al Policlinico Umberto I per farsi controllare perché non sta bene - dice Valerio dell’Horus Occupato - lo hanno aggredito due neofascisti appartenenti alla Fiamma Tricolore. Siamo molto chiari nel fare nomi e cognomi, perché è chiara la matrice fascista di questa aggressione».

Davide Varì per Liberazione, 19 febbraio 2008

domenica 17 febbraio 2008

La truffa delle legge elettorale

Riporto un articolo apparso stamani su Liberazione, a firma di Piero Sansonetti, sulla nuova legge elettorale.
Al di là dell'indicazione finale di voto (che io personalmente condivido, ma questo è un altro discorso), credo che sia molto molto interessante:

La decisione di Pierferdinando Casini di presentarsi da solo alle elezioni complica un po' il panorama politico ma rende chiarissima la "truffa" che si delinea nei confronti degli elettori.
Truffa quadrupla. Proviamo a spiegare perché.
Prima truffa , di carattere aritmetico. Ai nastri di partenza della campagna elettorale ci sono quattro o forse cinque (o forse sei o sette) partiti: quello di Berlusconi, il Pd, la Sinistra, Casini (immagino con la Cosa Bianca), forse la destra di Storace, forse (se non andrà con Casini) Mastella, forse i socialisti e i radicali. Di questi partiti, uno arriverà primo e prenderà il 55 per cento dei seggi alla Camera, tutti gli altri (indipendentemente dalla loro collocazione a destra o sinistra) si divideranno il restante 45 per cento dei seggi. Il partito che arriverà primo (quasi certamente quello di Berlusconi) difficilmente avrà ottenuto più del 40-42 per cento dei voti. Dunque beneficerà di un premio di maggioranza pari al 10-15 per cento. Una enormità. Non esiste in nessun paese dell'Occidente. Una legge così ha un solo precedente: la legge elettorale varata da Mussolini nel '23. E' una legge di tipo fascista.
Seconda truffa . Il senso della legge dovrebbe essere quello di dividere il parlamento in maggioranza e opposizione. Una maggioranza solida del 55%, una opposizione consistente del 45%. Agli elettori decidere se la maggioranza andrà alla destra o alla sinistra. Nel parlamento che uscirà dal 14 aprile non sarà così. Alcuni (o forse molti) dei partiti che hanno preso i voti come opposizione cambieranno schieramento e passeranno in maggioranza. E' uno scenario molto probabile. Praticamente sicuro per Storace, probabilissimo per Casini, abbastanza probabile per il Pd. Anche perché in Senato - dove il premio di maggioranza viene distribuito regione per regione, e quindi è praticamente inesistente - probabilmente Berlusconi non avrà i voti per governare, o ne avrà pochissimi (come fu per Prodi) e dunque dovrà ricorrere necessariamente alle alleanze. In questo modo si comprime e si punisce l'opposizione.
Terza truffa . Si dice che questa meraviglia bipartitica - inventata da Veltroni, Fini, Guzzetta, Segni e qualche altro genietto - garantirà all'elettore che sarà lui - l'elettore - a scegliere chi governa e chi no. Cioè che le coalizioni, le alleanze, i programmi, si fanno prima delle urne. Bene, ora è chiaro che è esattamente il contrario. Prima ci si accapiglia in campagna elettorale, poi si vota, e poi l'ammucchiata. Un imbroglio del genere non si era mai visto in democrazia. Agli elettori non sarà concesso di scegliere né per quale deputato votare, né per quale partito, né per quale coalizione. E' una situazione davvero senza precedenti.
Quarta truffa . Per i motivi che dicevamo prima - ma anche per l'incredibile somiglianza del programma politico illustrato dal Pd con il programma elettorale che Berlusconi presentò nel 2001 e nel 2006 - diventa sempre più vicina la prospettiva della grande coalizione. E tutta quella storia del "voto utile" diventa più truffaldina che mai. Ti dicono: «vota per Berlusconi o Veltroni, perché solo uno di loro due può vincere e quindi è inutile votare per i partiti minori...» . Falso: se voti per uno o per l'altro cambia poco, tanto governeranno insieme.
L'unica vera certezza, per l'elettorale, è chi starà all'opposizione: la Sinistra l'Arcobaleno. Non vorrei apparire fazioso, ma a me sembra che davvero l'unico possibile voto utile - dal punto di vista "scientifico" - sia quello per la sinistra.

365 giorni

365 giorni fa, come qualcuno probabilmente ricorderà (vedi http://www.bluelake.info/blog/?p=23 ), è iniziata la mia storia con Diego.

Non avrei mai pensato, quella sera, di riuscire a festeggiare un anno intero di fidanzamento, tanto era azzerata la mia fiducia nel genere maschile gay dopo l'ultima esperienza. E quindi sono ancora più felice, oggi, di festeggiarlo.

Grazie di tutto Diego, sia di avermi reso l'uomo più felice del mondo per un anno intero, sia per non esserti mai stancato o scoraggiato un attimo anche di fronte ai problemi che abbiamo incontrato, e soprattutto per avermi fatto di nuovo sentire davvero amato.

giovedì 14 febbraio 2008

Drive

Who's gonna tell you when
it's too late?
Who's gonna tell you things
aren't so great?
You can't go on
thinking nothing's wrong
who's gonna drive you home tonight?

Who's gonna pick you up
when you fall?
Who's gonna hang it up
when you call?
Who's gonna pay attention
to your dreams?
Who's gonna plug their ears
when you scream?

You can't go on
thinking nothing's wrong
who's gonna drive you home tonight?

Who's gonna hold you down when you shake?
Who's gonna come around when you break?

You can't go on
thinking nothing's wrong
who's gonna drive you home tonight?

Oh, you know you can't go on, thinkin',
Nothin's wrong,
(Who's gonna drive you)
(Who's gonna drive you home)
Who's gonna drive you home, tonight?



Con l'augurio che oggi, e sempre, ognuno di noi abbia un nome da rispondere alla domanda "who's gonna drive you home tonight?".

giovedì 6 dicembre 2007

Tornati...

Eccoci di nuovo qua, dopo qualche giorno in cui ho avuto fin troppe cose da fare per avere il tempo di mettere mano al blog e a internet in generale... ho ricominciato a lavorare anche di mattina, ieri c'è stato il funerale di mio zio (la zia è ancora in ospedale, l'hanno operata ieri), insomma sono stat giorni piuttosto intensi.

Ringrazio tutti quelli che si sono fatti sentire, via telefono o via internet, chiedendomi notizie sulla salute di Diego... ci aveva preso in pieno Devil80 del forum del Mamamia, si è trattato di un brutto attacco di panico, dovuto secondo i dottori dell'ospedale di Faenza allo stress accumulato. Gli hanno dato una medicina da prendere tutti i giorni fino alla maturità, più una di emergenza da prendere in caso di un altro attacco... in pratica è una specie di sociofobia, quando ha vicino molta gente gli prendono i sintomi dell'attacco di panico. Non è una bella cosa, vabbè, ma perlomeno non è niente di troppo grave... è stata la prima volta da quando siamo insieme in cui ho avuto davvero paura di perderlo, ed è stata una sensazione terribile...

Ma per chiudere con un sorriso (perché comunque bisogna cercare di trovare sempre un motivo per sorridere e andare avanti), vi faccio vedere un cartello che è all'ingresso del reparto di ortopedia dell'ospedale di Pescia, dove è ricoverata mia zia... un'ospedale talmente eccezionale che invece della protesi usano le ORTESI!!!! :D

lunedì 3 dicembre 2007

Ciao zio :(

Quelli di voi che abitano in Toscana e leggono il Tirreno avranno trovato stamani a pagina 9, in fondo, un articolo che parla di Monsummano, titolo "Muore sul furgone contro un muro". Quell'uomo era mio zio, Marcello, e un malore improvviso gli ha impedito di frenare avvicinandosi a uno stop, il piede è rimasto sull'acceleratore perché non è riuscito a muovere le gambe e si è schiantato contro un muretto; mia zia che era con lui è in ospedale con una spalla e una gamba rotte, e ancora non sa nulla. Negli ultimi anni ci eravamo visti poche volte, io sempre o a lavorare o fuori casa, lui e mia zia a correr dietro al nipotino che mio cugino gli ha "regalato" pochi anni fa; il ricordo più forte che ho di lui sono due ricordi... il primo, quando da bambino mi facevo portare da loro la domenica per guardare "Drive In" con mia cugina e leggere l'Unità (che mio babbo, da buon democristiano, non mi comprava); il secondo, nell'estate del '99 quando andammo a trovarli in vacanza a Maresca e invece di un pomeriggio soltanto rimasi con loro un'intera settimana, quella che fu poi l'ultima estate della mia infanzia (perché dall'anno dopo entrai nel Gruppo Giovani della parrocchia e diventai a tutti gli effetti un adolescente). Sono bei ricordi, e li tengo tra quelli più cari che ho.

Dato che né Tirreno né Nazione pubblicano online la cronaca locale e regionale, vi copio qui l'articolo del "Tirreno" di oggi:
Ancora un incidente mortale a Monsummano, sulla via Francesca, a due settimane esatte dalla morte di una giovane donna con una dinanica simile. Ha perso la vita un uomo, Marcello Romani, 71 anni, che si è schiantato con il suo furgoncino contro il muro di un'abitazione.
E' successo ieri pomeriggio intorno alle 17.30, quando il Porter Piaggio di Romani ha attaversato la ex statale andando a urtare violentemente contro il muro dala parte opposta della strada.
Sul furgoncino si trovavano Marcello Romani, falegname in pensione, e la moglie Maria Cardelli di 68 anni.
Il Porter stava arrivando da via Pozzarello-Violi, una stretta strada di campagna che collega le due frazioni omonime. All'approssimarsi dell'incrocio con via Francesca però il furgone, nonostante lo stop, non si è fermato ed è finito contro il muro di un'abitazione.
A spiegare quanto era successo ai soccorritori è stata la stessa moglie, che nello scontro ha riportato gravi ferite ma non ha mai perso conoscenza; mentre si trovava al volante Marcello Romani ha accusato un amore, e il furgoncino ha continuato ad andare dritto.


E siccome le brutte notizie non arrivano mai da sole, il mio ragazzo è adesso al pronto soccorso dell'ospedale di Faenza perché si sente un senso di oppressione al petto, mani fredde e confusione mentale... è decisamente odioso star qui, a rispondere senza sosta alle telefonate di chi chiama per saperne di più di mio zio, sperando che suoni presto il cellulare e che Diego mi dica che tutto è posto...

martedì 27 novembre 2007

Un'altro giorno di ordinaria "follia"

Qualcuno ha detto (ma non ricordo chi, a quanto ne so poteva essere Gandhi o Nonna Papera) che ognuno di noi è dotato, nel suo piccolo, di superpoteri. E mentre qualcuno, come insy, ha il potere di rompere tutto quel che gli capita a tiro o di far volatilizzare le persone, io ho anche il superpotere ogni volta che mi metto in strada di beccare qualunque imbecille che si metta al volante senza sapere la differenza tra la frizione e i fari abbaglianti. Già domenica vi ho raccontato del viaggio allucinante fatto nel weekend tra nebbie e diluvi; ieri ho aggiunto un altro tassellino.

Di per sé, andare da Monsummano a Prato Interporto appare sulla carta quanto di più semplice; qualunque navigatore o sito web, anche il più derelitto, vi dirà che basta fare 30 km. di autostrada, uscire a Prato est, dritto per 800 metri e si è arrivati, con tanto di cartelli indicatori esatti al millimetro (incredibile ma vero, contando che in genere a Prato i cartelli o sono scritti in cinese o riportano cifre e indicazioni estratte a caso sul momento dagli operai che li hanno montati)... insomma, una mezz'oretta tranquilla e quasi rilassante. E magari lo è, se siete voi a mettervi in macchina. Se sono io a farlo, allora anche questo diventa una mezza odissea.

Già quando ti immetti in autostrada al casello di Montecatini e trovi davanti due auto, una a destra che va a 70 (targata PI) e una che la sorpassa andando ad 80 (targata SI), capisci subito che qualche sorta di karma negativo si è abbattuto su di te quando hai passato la sbarra del casello. Ma in fondo pensi e speri che sia solo un caso, anche se bastano tre chilometri per avere la conferma che non è così... subito prima della galleria del Serravalle, trasporto eccezionale. Ovvero quei trasporti di roba gigantesca che vanno a 40 all'ora che sono quindi capaci di creare code infinite su entrambe le corsie (quando li trovi in Appennino soprattutto, pregate, in estate un sabato notte ci siamo fatti da Rioveggio a Roncobilaccio, quasi 30 chilometri, a 50 all'ora perché un deficiente aveva paura di sorpassare la macchina della polizia che scortava il trasporto di una mega-canoa... per far scorrere la fila lunga ormai qualche chilometro i poliziotti sono stati costretti a farlo accostare!) perché anche chi va a 50 all'ora si prende paura ad avere un bestione davanti e sente il dovere morale di sorpassarlo, come Berlusconi sentì il dovere di scendere in campo quando seppe che i defunti Falcone e Borsellino indagavano sui suoi rapporti con la mafia.

Vabbè, in qualche modo, lanciando qualche imprecazione a divinità casuali, il trasporto eccezionale ce lo lasciamo alle spalle e via, si inizia anda andare a centrotren... eeeeeek, frenata. Perché? Perché un camion che va a 90 all'ora ne sorpassa altri tre che vanno a 85. Io capisco aver fretta, ma un guadagno di 5 chilometri in un'ora non serve nemmeno a chi trasporta il cuore per i trapianti, e un camion sicuramente non trasporterà mai nulla di così urgente. Però perlomeno ricrea una simpatica fila, capeggiata dal sottoscritto con uno dei solito coglioni col macchinone (nello specifico un BMW) che ti sfanala e ti si attacca al culo della macchina (come se non vedesse il camion che c'è davanti... ma probabilmente è vero, non lo vede il camion, sullo schermo del suo navigatore ultrasofisticato probabilmente trasmettono la replica di Porta a Porta), cosa che a me fa venire tanta ma tanta voglia di una piccola frenata... ma piccolina, quanto basta per farmi tamponare e far cacare in mano la testa di cazzo (e magari spaccargli i suoi fanali di merda).

Per farla breve, di sorpassi tra camion ne ho trovati altri tre nei venti chilometri successivi, senza contare quelli che passano dalla corsia di destra a quella di sinistra senza mettere la freccia e senza nemmeno guardare chi sta arrivando, gente che dovrebbe ringraziare tutti gli dei esistenti se arriva viva in capo alla giornata.

Finalmente l'autostrada finisce, mi illudo che ripassando dal telepass anche il karma negativo se ne vada... e invece no, si moltiplica! Tra un camion che trasporta macchine che praticamente mi schiaccia contro il guard-rail (ah, se qualcuno avesse inventato degli specchietti per guardar dietro!), una Panda che inchioda 5 metri prima di svoltare a sinistra e un coglione con la moto che mi sorpassa da destra quando io avevo già messo la freccia a destra, senza contare il caos assoluto delle rotonde di Prato (probabilmente ideate da un malato di mente scappato da un manicomio criminale, e approvate da qualche consiglio comunale la sera della finale dei Mondiali, perché mi rifiuto di credere che ci sia una persona sana di mente dietro all'assetto viario di Prato) dove ognuno fa quel che gli pare, da la precedenza tirando con la monetina e si ferma anche quando dovrebbe andare, consegno quel che devo consegnare e riprendo l'autostrada verso Monsummano.
Non sto a ripetervi il viaggio in autostrada che è esattamente uguale all'andata (salvo per il trasporto eccezionale), ma nemmeno a Monsummano le cose vanno poi tanto bene.

Perché dovete sapere che a Monsummano la viabilità la decidono tirando a sorte i numeri della tombola, e i vigili si vedono solo nei parcheggi a pagamento in piazza per fare le multe ai divieti di sosta. Nelle altre strade del comune a regolare il traffico e a controllare il rispetto dei segnali, non li vedrete mai a meno che non vi fate un acido.

Sulla circonvallazione, c'è una traversa di nome via Cairoli in cui, dopo svariati incidenti, due anni fa hanno messo l'obbligo di svoltare a destra (dopo 200 metri poi si trova una rotonda che permette quindi di invertire il senso di marcia senza problemi); giuro, non ho mai visto un divieto infranto più sistematicamente di così, e senza che qualcuno abbia MAI fatto il minimo controllo. Pertanto ogni giorno, mattina e sera, c'è sempre qualche deficiente che da via Cairoli gira a sinistra entrandomi in strada di punto in bianco. I vigili vi diranno che loro son pochi e posson far nulla, ma se andate subito dopo in piazza li trovate tutti lì, due per lato, a controllare i tagliandini dei parchimetri. Perchè a Monsummano non funziona nulla (le Poste per carità, domani vi racconterò la loro ultima novità: fanno scomparire le strade), il traffico è regolato completamente a caso, i sensi unici non hanno nessuna logica, vengono spesi milioni di euro per finanziare eventi culturali che non interessano a nessuno e che di culturale non hanno assolutamente nulla, le corse di bicicletta hanno la precedenza su qualunque altra cosa (comprese le ambulanze), ma di una cosa potete star certi: se parcheggiate cinque minuti in piazza senza mettere il tagliando del parchimetro, vi beccate la multa.

Per oggi vi ho annoiato abbastanza, è il caso che chiuda questo intervento e mi metta magari a cercare qualche notizia importante di cui nessuno ha parlato... domattina mi aspetta l'incontro col direttore delle Poste, e non so se portarmi due pacchetti di fazzolettini per asciugare le lacrime o un catetere per non pisciarmi addosso dalle risate.

La canzone con cui vi lascio oggi è una uscita da poco (un mesetto, insomma), è di un certo Peter Cincotti e si chiama "Goodbye Philadephia":

Link al video: http://it.youtube.com/watch?v=65raCbW5WkU

Just like Philadelphia
Freedom means a lot to me
In between the place I've been
And where I'm goin'
I can see America
Tryin' not to show her age
Even though the winds of change
Keep on blowin'

And I would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye

Remember Philadelphia
When the world was young and warm
So in love and living for
Everything new
But I know Philadelphia
The winter wind will slowly take
Your heart and soul until it makes
Nothing of you

And I would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye

Flash a peace sign take a bow
Though we may not know it now
Things are never gonna be the same
Here on Seventh Avenue
I tip my old top hat to you
I hope you find somebody who
Will love you like I do

'Cause I would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye
Goodbye
Goodbye

Goodbye Philadelphia